Frisa salentina, il piatto tipico dell’estate

La Frisa salentina è il piatto tipico dell’estate salentina e delizia ogni palato. Viene servita ovunque, soprattutto nei bar, nei ristoranti e perfino nelle discoteche sulla spiaggia. Ma cosa è che fa innamorare i turisti e non della frisa?

Cosa è la Frisa salentina

La frisa salentina, o come viene chiamata da noi nel Salento friseddhra, non è altro che un grosso panetto di grano duro cotto, poi tagliato a metà e ricotto per farlo diventare croccante. Ne esistono di due tipi: la frisa di grano e la frisa di orzo. La scelta va fatta in base ai gusti, ma noi vi consigliamo di provarle entrambe. La frisa di grano diventa più morbida mentre quella di orzo resta più dura e croccante.

La frisa salentina
La tipica frisa salentina di grano o orzo

Come si prepara la Frisa salentina

La frisa è un piatto povero che si prepara davvero con poco. Per prima cosa immergi la frisa in una coppa piena d’acqua per farla “sponzare“, ossia ammorbidire. La durezza o morbidità della frisa dipende dai gusti e dalla frisa; quella di orzo va tenuta ammollo di più rispetto a quella di grano. Finita la fase immersiva, poggiala su un bel piatto e condiscila con il succo del pomodoro tagliato fresco.

Mi raccomando a non buttare le bucce, ma tagliuzzatele e mettetele sopra la frisa per mangiarle. Poi, fai una bella spruzzata di origano, aggiungi qualche foglia di basilico (sale se ne volete) e infine abbonda con l’olio extravergine di oliva obbligatoriamente salentino! Noi usiamo l’olio dell’azienda agricola Donna Oleria di Monteroni di Lecce.

Cena con frise salentine

A questo punto la frisa è fatta, basterebbero questi pochi ingredienti per gustarla appieno.

Come rendere più gustosa la Frisa salentina

La preparazione raccontata finora ci porta a gustare la tipica Frisa salentina. Ma ognuno di noi può arricchirla con qualunque ingrediente. Una variazione tipica è quella di aggiungere il tonno. Molto gustoso anche l’accompagnamento con formaggi, di qualsiasi tipo, che permettono di avere un mix gastronomico importante. Noi amiamo farla con i sottolii: olive, peperoni, melanzane, carciafi, capperi e chi più ne ha più ne metta.

La frisa salentina ha una storia centenaria, tanto che in molti paesi del Salento durante l’estate si svolgono le sagre intitolate proprio a questo piatto povero ma così ricco di storia da leccarsi i baffi.

Per rendere la cena a base di frise davvero top, abbinate un buon vino del Salento come il Rosato IGT o il Salice Salentino della linea Cantalupi della Tenuta Conti Zecca.

Cena con frise e vino salentino Conti Zecca

Ah prima di concludere vorremmo ricordarvi una cosa importantissima, forse la più importante della storia. La frisa va mangiata rigorosamente con le mani! Diffidate dalle imitazioni..

La frisa salentina al B&B Casa di Anita

Una tradizione perpetrata già dallo scorso anno e che ci piace ricordare a tutti i nostri clienti è quella di mangiare insieme una frisa nel giardino del B&B Casa di Anita. L’atmosfera rilassante del giardino, le luci soffuse, i giochi per intrattenere i bambini rendono la mangiata unica.

Le frise, rigorosamente provenienti dal forno di pietra di Arnesano, sono pronte ad essere condite con i prodotti della terra fatti da noi, come carciofi sottolio, pomodori di campagna, olio extravergine di oliva prodotto da olivi secolare.

La cena salentina al B&B Casa di Anita
La tipica mangiata di frisa salentina al B&B Casa di Anita

Siete pronti per una bella mangiata di frise? Basta prenotare una settimana e a tutto il resto pensiamo noi, voi dovete solo scegliere la camera in cui alloggiare.

Quindi che aspettate?

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Una settimana in Salento: 10 consigli per vacanze top

B&B vicino Lecce

Se quest’anno state pensando di trascorrere una settimana in Salento in coppia o con i bambini, ecco alcuni consigli di una famiglia salentina per scoprire meglio il Tacco d’Italia.

Tante persone ormai scelgono Lecce e dintorni come meta delle proprie vacanze estive. Tante bellezze naturali, tanta gastronomia e tanta tradizione popolare sono i veri motivi.

Una settimana in Salento
Il mare salentino

Vivendo ad Arnesano siamo in una posizione strategica per poter girare tutta la penisola salentina. Da buoni salentini, cosa facciamo la mattina appena svegli quando vogliamo andare in uno dei mari più belli d’Italia? Alziamo il dito per capire che aria tira e per decidere su quale costa puntare il nostro ombrellone!

Il Salento è la terra bagnata dai due mari, lo Jonio e l’Adriatico, quindi per capire la spiaggia dove prendere la tintarella e tuffarsi nel mare caraibico basta farsi guidare dal vento che soffia! Di certo, una settimana in Salento non basta per vedere tutti i posti più belli. Per vacanze top vi consigliamo almeno due settimane.

Quale mare scegliere?

Soffia lo scirocco: andiamo sull’Adriatico

Ogni volta che soffia lo Scirocco noi scegliamo la costa Adriatica e andiamo a Torre dell’Orso: spiaggia libera davanti alla famosa gelateria Dentoni. Davanti a voi troverete le Due Sorelle: alte scogliere erose dal vento e dall’acqua che dominano la baia.

Dopo una giornata di sole potete portare le vostre piccole pesti nel bellissimo parco giochi “I giardini del Sole“, molto curato e pieno di verde. E se la fame si fa sentire vi consigliamo un’ottima pizza al metro nel ristorante adiacente al parco, servizio velocissimo e riciclo continuo.

Soffia la tramontana: andiamo sullo Ionio

Nei giorni in cui la Tramontana fa da padrona indirizzate la vostra bussola verso Porto Cesareo, meta Lido Tabù Fashion Beach. Con circa 30€ noleggiate 1 ombrellone e 2 sdraio di fronte ad uno dei mari più belli del Salento. Noi andiamo spesso lì in quanto il lido offre l’animazione e possiamo pranzato nel ristorante self-service che propone una varia scelta di piatti.

Porto Cesareo non è solo spiaggia, ma è anche possibile fare escursioni in barca per andare a visitare gli isolotti nei dintorni e magari trascorrere una giornata a contatto con la natura selvaggia. Tra le più conosciute ci sono l’Isola Grande, a forma di cuore, e Isola dei Conigli.

La sera vi consigliamo il ristorante Le Terrazze da dove è possibile ammirare un bellissimo panorama che ha come sfondo il porto. Per smaltire tutte le prelibatezze salentine, la passeggiata sul lungomare è un must. Le piccole pesti sono sempre contente di vedere tantissime barche, ma soprattutto la famiglia di paperelle che “alloggia” proprio nei pressi del porto. Prima di ritirarci a casa il dolce chiama, quindi per una buona dose di zuccheri concludiamo in bellezza la serata con un gelato a Dolci Tramonti.

Se trascorrerete una settimana in Salento, non fermatevi solo a Porto Cesareo. A pochi chilometri sorge Torre Lapillo, una piccola località di mare con tantissimi lidi. Il nostro lido preferito è il Lido Max (costo €25), un lido che fornisce tanto soprattutto per le famiglie. Per noi il tratto di costa che va da Porto Cesareo a Torre Lapillo è il più bello: mare limpido, sabbia finissima e acqua bassissima per molti metri, ideale per chi ha come noi due bambine piccole.

 

Una settimana in Salento
Torre Lapillo – Il posto per le famiglie nel salento

Quando andare in spiaggia nel Salento

Per chi ama il mare il miglior momento della giornata è il tramonto. Le spiagge si svuotano, il mare è una tavola cristallina e i colori del cielo sono fantastici. Spesso restiamo fino a tardi e poi andiamo a mangiare in qualche posticino del buon pesce. Il Ristorante Solaris a Torre Lapillo è una delle nostre tappe preferite, offre dell’ottimo pesce, cozze gratinate, polpo a pignata, frittura di calamari, gnocchi con vongole e gamberetti a prezzi contenuti. Inoltre sono molto disponibili con i bambini che possono mangiare anche una buona pizza.

Il dopo cena a Torre Lapillo è fatto di passeggiata tra le bancarelle per comprare la cupeta leccese, le mandorle fresche già sgusciate e cocco già tagliato a pezzi (a volte li compriamo anche sulla spiaggia dai venditori ambulanti). Infine non possono mancare le giostre sulla via principale.

Gli eventi nel salento estate 2019

Chi vuol far trascorrere ai propri piccoli una serata indimenticabile è d’obbligo fare una capatina alla Notte Bianca dei bambini, nel Parco Urbano del Rione Riesci di Arnesano, un evento notturno che si ripete da 4 anni a luglio. Qui i bambini esprimono la loro creatività e magari scoprono il proprio talento. Ci sono diversi laboratori, tutti gratuiti: archeologia, scienza, composizione floreale, sicurezza stradale, manipolazione della creta, astronomia, orto botanico, letture animate. Anita quest’anno ha imparato a comporre un mazzo di fiori (che ha regalato alla mamma) e Ania ha piantato una piccola pianta di basilico in un rotolo di carta igienica.

Una settimana in Salento
La notte Bianca dei Bambini ad Arnesano

Le sagre nel Salento

A luglio e agosto vengono organizzati diversi eventi, sagre e feste popolari nel Salento. Impossibile partecipare a tutte. Ne abbiamo selezionate alcune ma le trovate anche negli articoli “Eventi in Salento Luglio 2019” e “Eventi in Salento Agosto 2019

  1. Festa te la Uliata a Caprarica a fine luglio, organizzata da ActionAid. Quattro giorni di musica e degustazioni dedicate alla puccia salentina.
  2. Wine festival a luglio: enogastronomia e musica alla Cantina Vecchia Torre di Leverano, un paese che si trova tra Arnesano e Porto Cesareo. Un evento ormai alla decima edizione.

I veri protagonisti sono gli amanti del vino e dell’arte culinaria del territorio. Si possono degustare i vini Vecchia Torre, abbinandoli ai piatti tipici proposti. Ogni ospite sceglie con quale vino abbinare le proposte gastronomiche (panini con carne, pittule, arrosti di carne, pezzetti di cavallo al sugo, ecc…): Negroamaro, Primitivo, Vermentino o Chardonnay. Tutto accompagnato da musica tradizionale, pizzica e tanti prati verdi.

Bere e mangiare nel Salento

  1. BirraeSound Festival quest’anno sarà alla sua 15ª edizione e inizierà il 3 agosto. Oltre 100.000 persone. E’ il Festival Europeo della Birra più importante del Sud d’Italia. L’anno scorso c’era il concerto dei Sud Sound System. Oltre 100 tipi di birra, compresa quella locale prodotta dal birrificio Birra Salento visitabile gratuitamente nei giorni dedicati alle visite. Colpiscono sicuramente le loro simpatiche bottiglie “Pizzica”, “Taranta” e “Beggia” (che in dialetto significa “Bella”), in omaggio alla terra del Salento.

A completare la festa un grande parco giochi sia per grandi che per piccini, con tante giostre da provare.

  1. Mercatino del gusto a Maglie 1-5 agosto https://www.mercatinodelgusto.it/, dove si trovano svariati stand eno-gastronomici provenienti da tutta Italia.

Il Salento è la terra delle sagre, se ne trovano di tutti i tipi dalle più antiche a quelle nate qualche anno fa. Ma per parlare di sagre salentine forse non basterebbe un libro, quindi vi invitiamo a venire nel Salento alla scoperta dellu sule, lu mare e lu ientu e di tanti sapori da degustare e apprezzare nel pieno relax di una vacanza al sud.

Dove dormire nel Salento

Se cercate un B&B adatto a famiglie con bambini con tanti servizi a loro dedicati prenotate al B&B Casa di Anita. Nel cuore del Salento, a pochi minuti da Lecce, dall’Adriatico e dallo Ionio: al centro di tutto! Il nostro motto? Il relax di mamma e papà già prima della partenza. Vi aiuteremo a viaggiare leggeri!

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Come arrivare in Salento, tutti i mezzi di trasporto

Come arrivare in Salento

Non tutti sanno Come arrivare in Salento e quale è il miglior modo per visitare tutta la zona. Il Salento può essere considerato una regione nella regione, la Puglia. Si trova nel “Tacco d’Italia” con la sua capitale: Lecce. Il Salento è circondato per tre quarti dal mare e ha una costa che si estende per 220 km.

Ecco perché è chiamato la terra del sole, del mare e del vento, o come dicono i salentini “Salentu lu sule, lu mare e lu ientu”.

Come arrivare in Salento, la meta turistica per eccellenza

Ormai il Salento è diventato la meta turistica preferita non solo dagli italiani ma anche dagli stranieri negli ultimi anni. E’ il luogo ideale per trascorrere le vacanze estive perché accontenta tutti gli amanti del mare.

Da Otranto a Santa Maria di Leuca (sull’Adriatico) puoi tuffarti dalle bellissime rocce a picco sul mare, visitare grotte (come la Grotta della Poesia) e fenomeni carsici.

Sul versante Ionico, invece, si trovano spiagge ampie e finissime con acque basse e trasparenti che non hanno nulla da invidiare alla Sardegna. Porto Cesareo e Punta Prosciutto sono le spiagge top!

Se decidete di andare in vacanza in Salento vi consigliamo di rimanere in una zona centrale. Soggiornare in una posizione strategica significa poter girare tutta la provincia. In poco tempo potete raggiungere Lecce e i borghi nell’entroterra, ricchi di storia, tradizioni e sapori.

Come arrivare in Salento: i mezzi di trasporto

Il mezzo di trasporto più veloce per arrivare in Salento è sicuramente l’aereo.

I principali aeroporti della Puglia sono quelli di Bari-Palese e Brindisi Papola-Casale. L’aeroporto del Salento di Brindisi dista circa 40 km da Lecce, mentre l’aeroporto di Bari-Palese dista circa 180 km dalla capitale del Barocco.

Compagnie aeree come Easyjet e Ryanair  offrono collegamenti quasi ogni giorno da Bologna, Roma, Milano, Pisa, Torino, Treviso, Londra, Bruxelles, Barcellona, Eindhoven, Parigi e Stoccolma. Troverete sicuramente diverse offerte low-cost per raggiungere il Salento.

Comodi servizi navetta garantiscono il collegamento con il centro delle città di Lecce. www.aeroportidipuglia.it. La navetta vi lascerà presso l’Airport City Terminal all’ingresso Nord della città di Lecce.

Noi consigliamo di noleggiare un’auto – meglio prenotare online e ritirare sul posto – per poter essere liberi di girare in lungo e largo tutto il Salento, agli orari meglio comodi per voi. Potete noleggiare un’auto una volta arrivati all’aeroporto di Bari e Brindisi o direttamente a Lecce.

Purtroppo i mezzi di trasporto pubblici nel Salento sono pochi e non collegano benissimo Lecce con i paesi dell’entroterra come Maglie, Galatina, Nardò e le città sul mare come Gallipoli, Porto Cesareo, Punta Prosciutto, Torre Lapillo, Santa Maria Di Leuca, Santa Maria al Bagno, ecc…

Come arrivare in Salento
La mappa del Salento

Come arrivare in Salento in auto

In Salento si arriva comodamente con l’autostrada A14, che da Bologna arriva fino a Taranto, passando per Foggia e Bari. L’autostrada A16 collega Napoli a Canosa, con allacciamento alla A14. www.autostrade.it

A Bari basta lasciare l’autostrada e proseguire sulla superstrada gratuita a doppia carreggiata nei due sensi di marcia fino all’ingresso a Lecce. Se dovete andare sulle coste, prima di arrivare a Lecce imboccate la tangenziale ovest per raggiungere Gallipoli, Ugento o Porto Cesareo oppure la tangenziale est per raggiungere Otranto, Castro, Torre dell’Orso, San Foca e proseguire poi fino a Santa Maria di Leuca.

Come arrivare in Salento in treno

Se vi piace guardare distese di mare, campagne e i famosi ulivi salentini, Trenitalia garantisce collegamenti giornalieri verso il Salento con le principali città italiane. Vi consigliamo sempre di trovare un noleggio low lost di auto una volta arrivati alla stazione di Lecce.

Se volete vivere il Salento a 360° e girare da una spiaggia all’altra, vi consigliamo di cercare un alloggio nell’entroterra: i prezzi sono più bassi, la qualità alta rispetto alle marine e la posizione è strategica perchè a metà tra la costa ionica e quella adriatica. Prenotate la vostra vacanza al B&B Casa di Anita. Nel Cuore del Salento, ad Arnesano, a 3 km da Lecce, 15 da Porto Cesareo e 18 da Torre dell’Orso.

Lasciatevi ispirare nell’organizzazione del vostro viaggio in Salento dagli articoli del nostro blog “Salento da scoprire“.

Come arrivare in Salento
Salento
Come arrivare in Salento
La nostra camera TERRA

Gallipoli: La “Città Bella” del Salento

Gallipoli

L’etimologia della parola Gallipoli, conosciuta anche come la Perla dello Jonio, deriva dal greco kalé pólis che significa “Città Bella“. Nulla a che vedere, quindi, con il gallo che capeggia sul gonfalone della città.

La sua storia parte dal 1150 a.C. quando il re di Creta, Idomeneo, sbarcò lungo la costa jonica e fondò la città. Fu però lo storico Plinio il Vecchio a decantare le lodi di questa splendida cittadina, che per i romani fu un importante avamposto su cui basare la XII Legione.

Qui però vogliamo farvi fare un giro virtuale nella Gallipoli odierna: un mix tra sacro e profano, tra antiche rovine e nuove ricostruzioni, tra mare e terra. E per visitare tutto ciò bisogna partire dal ponte che collega la città vecchia con la nuova. Infatti, la storica Gallipoli sorgeva su un’isolotto collegato con la terra madre attraverso un ponte che costeggia(va) il castello.

Gallipoli
Castello e porto antico di Gallipoli

Il Castello di Gallipoli

Gallipoli è uno dei paesi più importanti del Salento e più ricchi di storia. Il castello di Gallipoli è uno dei suoi simboli. Biglietto da visita del borgo antico, fu eretto dai Romani nel 256 a.C. a guardia della città e del porto crocevia di un fiorente commercio (in particolare quella della porpora). Fu saccheggiato e ricostruito parecchie volte negli anni a seconda del conquistatore di turno. Ora finalmente è stato restaurato e riconsegnato al pubblico di tutto il mondo ed è una delle mete attrattive della città bella, grazie ai suoi torrioni, corridoi, sale, gallerie che permettono di gustare la bellezza dei raggi solari che impattano sulle mura dell’atrio. Infine, è d’obbligo gustarsi il panorama mozzafiato regalato dalla terrazza dove si percepisce l’essere circondati dal mare Jonio.

Prima pausa Gelato

Il Salento è la terra del buon gelato e, nella nostra visita alla Perla dello Jonio, non poteva mancare sin da subito una pausa gelato. Di fronte al castello di Gallipoli si trova la gelateria “Accademia del Gusto” dove poter gustare un ottimo gelato e provare tantissimi gusti.

In realtà, ci sono tante gelateria a Gallipoli sparse anche nella parte nuova della città. Tutte da provare.

Una strana atmosfera di Natale anche d’estate

Non siamo certo in Lapponia, ma lasciando il Castello di Gallipoli e iniziando a intrufolarsi nelle stradine della parte sinistra della città vecchia ci si imbatte nel presepe “Betlemme casa del pane“, in via Antonietta De Pace.

E’ a tutti gli effetti un presepe aperto tutto l’anno e molto carino da vedere. Durante la visita gratuita (chi vuole lascia un’offerta all’uscita) si ammirano i personaggi a grandezza naturale. Per lo più le scene sono tratte dalla vita dei fornai, facendo vedere come veniva lavorato il pane, gli ingredienti usati e gli accostamenti con cui mangiare forse il cibo più antico del mondo.

Continuando sulla stessa strada, si arriva al negozietto degli addobbi natalizi (anche questo aperto tutto l’anno) che ci ricorda subito all’ingresso quanti giorni mancano al prossimo Natale. Qui potrete acquistare i fischietti di Gallipoli fatti a mano da un gentilissimo proprietario.

Gallipoli
Il negozietto del Natale aperto tutto l’anno. Quanti giorni mancano al Natale

La cattedrale barocca di Sant’Agata a Gallipoli

Poco prima del negozio di Natale, si trova la bellissima Cattedrale di Sant’Agata. Sita al centro del borgo vecchio è da sempre stato luogo di culto anche in antichità. E’ uno dei monumenti principali del Barocco leccese. C’è una curiosità che accomuna la basilica di Santa Croce a Lecce con la cattedrale di Sant’Agata nella città bella ed è la difficoltà di fotografarla per intero data la loro locazione tra le strette viottole delle due città.

Gallipoli
La catterdrale di Sant’Agata a Gallipoli

 

Frantoi ipogei e museo civico

A due passi dalla Cattedrale si trova il museo civico della città, un posto per i coraggiosi. Ricordo la prima volta che ci sono andato da piccolo con la scuola e ho visto dal vivo le malformazioni che la natura può creare: serpenti a due teste, teschi e addirittura per i forti di stomaco bambini a due teste. A me ha incuriosito molto, quindi dipende dal vostro essere braveheart.

Lungo la strada si trovano anche i frantoi ipogei. Con un costo irrisorio di 2€ si possono visitare e godere dell’antica tradizione salentina di produrre l’olio sottoretta.

Gallipoli
I pescatori di Gallipoli e le reti

Camminando per i viottoli del centro storico non è raro imbarcarsi nelle case dei pescatori intenti a filare le reti. Questi si possono ammirare soprattutto al porto, dove ogni mattina verso le 5 arrivano i pescherecci di ritorno dalle battute di pesca e vendono al pubblico il pesce freschissimo appena pescato.

Il divertimento a Gallipoli per i bambini: il parco acquatico Splash

La città bella è un misto tra arte, cultura ma anche puro divertimento per grandi e piccini. E non si può venire a Gallipoli senza trascorrere una giornata nel parco acquatico più grande della puglia. Tanti scivoli, attrazioni e schiuma party vi aspettano per divertirsi insieme ai vostri piccoli viaggiatori.

Il nostro consiglio è quello di andare allo Splash durante la settimana e in Giugno o Luglio. Agosto è un poco proibitivo visto l’alto numero di turisti e, di conseguenza, la lunga attesa e le code per salire sugli scivoli. Naturalmente troverete scivoli per tutte l’età e tutte le altezza, quindi il divertimento di tutti è assicurato.

Gallipoli
Il parco acquatico Splash

Inoltre, vi segnaliamo, poi, la Baby e la Family area. E se avete voglia di cambiare c’è sempre Fabilandia con i suoi gonfiabili, i tappeti elastici sui quali fare a gara con gli amici a chi salta di più, il trenino, l’autoscontro sull’acqua e tanto altro, anche per i più piccini. L’animazione è super organizzata e propone una vastissima gamma di attività, mentre allo Splash Playground Village i bambini potranno vivere le avventure dei “Pirati dei Caraibi” o sfidarsi nella Battle Rocks, con licenza di spruzzo!

Dove dormire nel Salento con bambini

La posizione strategica del nostro B&B Casa di Anita vi permette di raggiungere la superstrada Lecce-Gallipili in meno di 3 minuti e arrivare nella perla dello Ionio in meno di 15 minuti, evitando lo stress di una cittadina superaffollata. La nostra struttura dispone di 3 ampie camere, particolarmente adatte a famiglie con bambini. Scoprite tutti i servizi dedicati ai bambini nella sezione Bambini in viaggio e il nostro coloratissimo giardino.

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Gallipoli
La nostra camera Cielo

 

I tesori nascosti di Lecce, 3 itinerari suggestivi

Quando un turista vuole visitare una città, la prima azione che fa è ricercare le 10 cose da non perdere. Anche Lecce ha le sue 10 cose imperdibili, come piazza Santo Oronzo, l’anfiteatro romano, il duomo e la sua piazza, la basilica di Santa Croce, etc. Oggi, però, vogliamo iniziare un viaggio tra I tesori nascosti di Lecce, quelli di cui solitamente i turisti non ne conoscono nemmeno l’esistenza e forse non solo i turisti.

Nel corso di questo piccolo viaggio vi racconteremo sia posti sconosciuti ai più che dove andare a guardare nei monumenti famosi della città che sfuggono alle guide più famose. E’ quindi il momento di immergersi ne I tesori nascosti di Lecce, nel Salento barocco, nella penisola connubio di sapori del sud, del mare splendido e di tanta tanta cultura.

Vi proporremo 3 itinerari suggestivi da fare a Lecce!

(Durante la lettura, cliccate sui link dei monumenti presenti nel testo per conoscerne la posizione)

Che cosa significa Lecce?

Si narra che Lecce fosse già in auge 100 anni prima che i greci conquistassero e radessero al suolo Troia, quando Daunio regnava su tutto il Salento. Il primo nome della città fu Sybaris, ossia “città del sole” e in questo gli antichi non hanno sbagliato perchè il sole è una caratteristica salentina e regna per quasi tutto l’anno. Se chiedete a qualunque salentino cosa porteresti con te dalla tua terra, la risposta sarà sempre la stessa e scontata: il sole!

Mosaico della Lupa in piazza Santo Oronzo

Da Sybaris il nome cambiò in Lupia, dalla “lupa trovata sotto la quercia del campo“. Il suo fondatore è Idomeneo, un conquistatore cretese che venne esiliato dalla sua città per far rotta sulle coste della Japigia dove fondò Lecce oltre ad altre città [1].

Tre itinerari per scoprire I tesori nascosti di Lecce.

1. Da Porta Rudiae al Duomo di Lecce

Sin dall’antichità Lecce ha avuto 4 porte per accedere all’interno della città e per difendersi dai predatori. Oggi purtroppo la quarta porta non esiste più. Partendo da Porta Rudiae, così chiamata perchè volgeva lo sguardo verso la località Rudiae (attuale San Piertro in Lama), è interessare guardare verso la Chiesa di S.Giovanni d’Ajamo (ora San Giovanni Battista).

La tradizione vuole che le promesse spose di questa chiesa il 24 giugno, giorno di San Giovanni, poggiassero sul davanzale fuori dalla finestra un bianco d’uovo sbattuto per avere un pronostico sul matrimonio. La mattina dopo se l’uovo fosse stato rappreso il futuro sarebbe stato roseo.

Se si prende la prima a sinistra, via Galateo, al numero 2 si trova la prima casa stregata di Lecce. La leggenda vuole che lo spettro di un prete si aggirasse per la casa scoraggiando gli ignari inquilini. Un’altra casa infestata si trovi in via Paladini, la casa Zizzari, abitata da una famosa pianista uccisasi per una delusione amorosa e rimasta per sempre nella casa. Il giorno dell’anniversario della morte, le melodie da lei suonate in vita si odono durante la notte.

La più grande statua di cartapesta a Lecce

Passeggiando su via Libertini sulla destra si erge la Chiesa dei Carmelitani scalzi, mai completata (oggi dedicata a Santa Teresa) che ospita sulla porta d’ingresso la più grande statua di cartapesta leccese. E’ ad oggi uno dei pochi esemplare rimasti perchè il vescovo di Otranto vietò l’uso della carta pesta in quanto proveniente da materiale immondo e colorato come i giornali.

La più grande statua di cartapesta a Lecce

Dopo pochi passi si arriva a piazza Duomo, un tempo un grandissimo cortile chiuso dove si svolgeva il mercato. Accanto alla Cattedrale che si erge sul luogo dove abitava Santo Oronzo, patrono della città vissuto nei primi anni 30 dopo Cristo, spicca il campanile. Fu edificato nello stesso luogo dove vi era un’altissima torre, molto simile a quella costruita a Salonicco per Sant’Irene. Durante la sua costruzione ci fu una disputa fra il vescovo e il governatore riguardo all’altezza finale del campanile perchè il secondo pensava che il primo volesse controllare la città dall’alto. Alla fine la spuntò il vescovo e fu ultimato con un’altezza di 70 metri, diventando così il 17° principale campanile d’Europa.

L’ottava meraviglia del mondo

Dalla parte opposta del campanile di Lecce vi è quella che i contemporanei hanno appellato come l’ottava meraviglia del mondo, il Seminario con il suo cortile. Il pozzo contenuto al suo interno è uno dei monumenti più celebrati del barocco leccese, che vuole essere una metafora sui benefici rilasciati dall’acqua. I pozzi, però, a Lecce hanno un significato bivalente: molti rappresentato la scena di suicidi dopo qualche malefatta, ma molti altri sono il simbolo di miracoli, da qui i pozzi miracolosi di Lecce.

2. Dal Duomo di Lecce a Piazza Santo Oronzo

Vicino a pizza Duomo in una piccola via delle famose giravolte leccesi, vi è una targa commemorativa a memoria di Giuseppe Candido l’ideatore del primo orologio elettrico al mondo. Diversi erano quelli che lui donò alla città, da quello posto sulla facciata del Sedile a piazza Santo Oronzo, al Liceo fino a quello dell’Ospedale dello Spirito Santo (ora sede della sovranintendenza archeologica), unico esemplare rimasto in “vita”.

Piazza Santo Oronzo

Piazza Santo Oronzo è il cuore di Lecce. Nei secoli scorsi era il salotto della città, dove la gente si ritrovava e dove la pene capitali venivano eseguite (un pò come Campo de’ Fiori a Roma). Il culto di Santo Oronzo si deve ad un monaco indemoniato che nel 1600, grazie alle sue visioni mistiche, ripercorse le gesta del santo ai più sconosciute. Da quel momento tutti iniziarono a venenrarlo e la maggior parte dei nuovi nati venne chiamata con il suo nome. Si narra che una donna non chiamò il suo piccolo Oronzo, così dopo la prima sera scoprì nella culla che il bambino era diventata una bambina.

I tesori nascosti di Lecce
Piazza Santo Oronzo nei secoli scorsi

La statua, dopo delle vicissitudine a dir poco folcloristiche, fu innalzata sulla colonna che i brindisini “donarono” a malincuore ai leccesi. La colonna sorgeva a Brindisi nel punto finale della via Appia. Nel sano campanilismo fra le due città, i leccesi preferiscono raccontare che furono loro durante una notte scura a rubarla dalla piazza di Brindisi.

L’anfiteatro

L’anfiteatro romano fu scoperto alla fine dell’800. Un atiquario notò che le costruzioni in quella parte di piazza erano curve e capì che sotto ci doveva essere un Foro, visto che gli antichi romani costruivano i fori vicino alle curve. Si iniziò a scavare e pian piano uscirono grossi pezzi di tufo, fino a far apparire quello che oggi vediamo. Ad un certo punto gli scavi si fermarono perchè da un lato la Banca d’Italia dall’altro il foro di Santo Oronzo non potevano essere certo smantellati per far posto alle rovine romane.

3. Dalla Piazza a Porta Napoli, passando per il Castello

Quasi di fronte a Piazza Santo Oronzo si trova il Castello Carlo V. Qui il principe Giovanni Antonio del Balzo Orsini aveva nascosto il suo tesoro rappresentato da un centinaio di animali tutti in oro massiccio. I suoi bastioni portano nomi sacri: San Martino, San Giacomo, Santa Croce, Santissima Trinità.

La fontana dell’armonia

Accanto al castello nel 1927 venne costruita la fontana dell’armonia, detta anche fontana dello scandalo visto la nudità dei corpi esposti. I bigotti del tempo volevano farla rimuovere ma per fortuna le ignude figure, ritratte nell’atto di dissetarsi, hanno avuto la meglio. Ancora oggi, gli innamorati di solito vanno vicino a questa fontana per farsi le dichiarazioni d’amore.

La Basilica di Santa Croce

A sinistra di piazza Santo Oronzo, all’inizio di via Templari alzate la testa per vedere l’orologio più grande del mondo costruito nel 1955 ed attorniato dalle figure dello zodiaco. Passando per i vicoli stretti si arriva nella piazza dove si erge la più famosa chiesa leccese: la Basilica di Santa Croce. Misurando le proporzioni fra altezza e lunghezza, essa riproduce il tempio di Salomone come indicato nei versetti sulla porta maggiore.

La Basilica di Santa Croce è il monumento del barocco leccese, con una facciata a tre piani che rappresenta l’Inferno con i mostri e le arpie, il regno terrestre al centro e il paradiso in alto dove si elogia il trionfo della Croce. Se si presta attenzione sull’imponente rosone ci sono ritratte le facce di chi realizzò negli anni questa splendida chiesa, in particolare quella di Antonino Zimbalo (basti pensare che per completarla ci sono voluti circa 140 anni a partire dal 1549).

Arcu te Pratu

Lasciando la basilica di Santa Croce e dirigendoci verso Porta Napoli, troviamo a metà strada l’Arco di Prato (in dialetto arcu te pratu). I leccesi sono molto affezionati a questo posto, dove nel ‘400 fu fatto passare il famoso capitano Leonardo Prato a cui gli fu detto: “Capitano questo è l’arco di Prato” e lui strafottente rispose: “e io me ne fotto“.

I tesori nascosti di Lecce
Arcu te Pratu

Nonostante la strafottenza del condottiero quattorcentesco, i leccesi amano questo posto con il quale si identificano. Ogni cittadino, infatti, conosce la canzone arcu te pratu che fa così:

Simu leccesi
core presciatu,
sona maestru
Arcu te pratu.

Porta Napoli

La seconda porta della città sorge sulle ceneri di San Giusto. Da qui partì infatti il martirio di Oronzo e Giusto. Lungo il percorso furono edificate 11 cappelle rappresentanti le stazioni del martirio in cui i santi vennero maggiormente ingiuriati e maltrattati. L’ultima cappella è la cosiddetta capu te Santu Ronzu che si trova fuori Lecce, in direzione Torre Chianca.

Di fronte a Porta Napoli trovate l’Obelisco, eretto in onore di Ferdinando I nel 1822. In questo periodo storico i moti carbonari la facevano da padrone, cosi i rivoltosi contrari al re la notte cercavano di rubare la preziosa pietra che serviva per innalzarlo. Addirittura per sbeffeggiarlo lo dipinsero di nero per farlo sembrare di basalto, ma una giornata di pioggia bastò a far scoprire l’inganno.

Ci sarebbe davvero tanti altri aneddoti e curiosità da raccontare dela Lecce antica. Per ora ci fermiamo qua, magari tutto il resto sarà l’ispirazione per un altro racconto sui tesori nascosti di Lecce.

Dove dormire, mangiare e rilassarsi

La posizione strategica del B&B Casa di Anita consente di visitare il Salento in lungo e in largo avendo tutto a portata di mano. Ubicato al centro della penisola salentina consente di raggiungere in pochi minuti tutte le maggiori località turistiche della zona. Le nostre camere sono dotate di tutti i comfort e adatte sia a coppie che a famiglie con bambini. Grazie ai nostri servizi in convenzione, vi consiglieremo i migliori posti dove andare a mangiare e se avete bisogno di un pò di relax facciamo proprio al caso vostro.

I tesori nascosti di Lecce
Colazione al B&B Casa di Anita: Dolci e Pasticciotti

Potete dare un’occhiata alle nostre offerte per il persorso benessere con la nostra SPA convenzionata. Massaggi, Bagno Turco, Sauna Finlandese, Doccia Emozionale, Doccia Cascata Cervicale, Vasca per camminata con idromassaggio e tanti altri servizi vi aspettano. Penseremo a tutto noi, renderemo la vostra vacanza a Pasqua nel Salento indimenticabile fatta di cultura, enogastronomia e relax.

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 [1] Informazioni tratte da “Lecce Fantastica” di Mario Cazzato – Congedo Editore

Pasqua nel Salento: Santa Maria di Leuca, Lecce e i Borghi Salentini

Quest’anno la Pasqua è l’occasione per farsi un bel viaggetto rilassante, visto che è a cavallo con il ponte del 25 Aprile e quello del Primo Maggio. E quale miglior modo per ricaricare le energie se non trascorrere la Pasqua nel Salento.

Cosa vedere a Pasqua nel Salento

Nel primo articolo sulla Pasqua nel Salento vi abbiamo presentato le due città più rinomate della penisola salentina: Otranto e Gallipoli. In questo andremo a conoscere più da vicino Santa Maria di Leuca, Lecce e i famosi borghi salentini.

Santa Maria di Leuca de finibus terrae

Santa Maria di Leuca è una piccola frazione di Gagliano del Capo, il più a sud della penisola salentina, dove il mar Adriatico e il mari Ionio fondono le loro acque. Anche se per convenzione nautica questo punto ricade nel luogo dove nasce il faro di Punta Palascia a pochi chilometri da Otranto, la legenda vuole che sia proprio Santa Maria di Leuca a spaccare in due il Mediterraneo.

Il nome deriva dal greco leukós che significa bianco e si pensa che ci si riferisse agli strapiombi bianchi a picco sul mare.

Cattedrale di Santa Maria di Leuca de finibus terrae

Cosa vedere a Santa Maria di Leuca

Per visitare la famosa cattedrale Santa Maria di Leuca de finibus terrae bisogna accedere ad una bellissima piazza che tanto ricorda le grandi piazze spagnole. La cattedrale sorge su un promontorio ed è stata costruita intorno al 1720 nel luogo in cui sorgeva il tempio di Minerva. Santa Maria di Leuca è una delle mete più gettonate durante la Pasqua, perchè grazie al vento primaverile è piacevole passeggiare lungo le stradine che hanno una vista stupenda sull’unione dei due mari. A tener d’occhio Nettuno ci pensa il vecchio Faro situato a pochi passi dalla cattedrale.

Altro punto di interessa da visitare in una giornata sono le ben 43 ville costruite nel 1800. Non tutte sono visitabili oggi in parte perchè sono state abbandonate o completamente modificate. Per quelle che sono accessibili, ciò che le rende comune sono le costruzioni che permettevano di proteggere le signore dagli sguardi dei curiosi mentre si rilassavano a prendere il sole o a godersi un bagno fresco durante la calda estate.

Nei dintorni è sicuramente piacevole visitare i piccoli borghi del basso Salento come Specchia, Castro, Santa Cesarea Terme e Presicce.

Lecce la perla del Barocco

Negli anni ottante Lecce veniva definita la Firenze del Sud. Mai appellativo più sbagliato fu accostato alla bellissima capitale del Barocco. E proprio per l’architettura dominante nelle due città che è impossibile farne un paragone. La moltitudine di chiese forse è stata la scintilla che ha fatto scoccare questa similitudine ma se da un lato a Firenze regna lo stile rinascimentale dei vari Brunelleschi, Donatello, Botticelli, Michelangelo e Leonardo da Vinci, dall’altro a Lecce domina il Barocco.

Durante la vostra passeggiata nel centro storico, vi basta alzare lo sguardo per scorgere nelle posizioni più strane la facciata di una chiesa. Ce ne sono addirittura più di 30 in un raggio di quasi 3Km2.

La stragrande maggioranza delle chiese sono tutti barocche, ma quella barocca per antonomasia è la Basilica di Santa Croce. Impossibile fotografarne la facciata per intero visto che è situata tra i vicoli che caratterizzano il centro storico.

Basilica di Santa Croce a Lecce

E’ d’obbligo girovagare per questi vicoli, detti anche le giravolte perchè se non si sta attenti ci si può perdere senza nessun problema per la propria incolumità anzi con un soave beneficio per il vostro rilassamento, dato che sono pieni di cortili bellissimi e spesso aperti al pubblico per essere visitati. Qui si respira la vera Lecce antica, completamente ristrutturata, piena di animo. Se davvero doveste perdervi non esitate a chiedere ai passanti o ai proprietari delle case, saranno ben contenti di far valere il loro spirito del sud e indicarvi la retta via o addirittura accompagnarvi nel punto che desiderate.

Lecce non solo Barocco

Lecce, però, non è solo Barocco. Passando da piazza Santo Oronzo, il patrono della città insieme a Giusto e Fortunato (che vengono celebrati in una bellissima festa patronale il 26 agosto), salta agli occhi l’anfiteatro romano. Visibile solo per un terzo, gli altri due terzi sono sommersi nel sottofondo della città, questo piccolo colosseo ha ospitato più di 2000 anni fa le lotte fra i gladiatori. Ancora oggi sono visibili le gallerie che portavano alle gabbie dei leoni e agli androni dove si preparavano i combattenti.

Anfiteatro romano di Lecce

Pasqua è il periodo ideale per visitare Lecce dove il clima mite primaverile si addice alle passeggiate fra le 4 porte della città. Lecce, infatti, è una città a misura d’uomo e due giorni sono più che sufficienti per averne una bella infarinatura. Abbiamo detto 4 porte ma in realtà ne sono rimaste solo 3, e si va da Porta San Biagio a Porta Napoli per passare poi da Porta Rudiae fino a piazza Mazzini, meglio conosciuta come piazza trecentomila. Passeggiando per questa croce virtuale oltre ai monumenti, alle chiese e all’arte non si può non essere catturati dagli effluvi che la cucina salentina emana. E tra un piatto di ciciri e tria, uno di sangne ncannulate e un pasticciotto o un rustico passare Pasqua a Lecce sarà un vero motivo per leccarsi i baffi. Se, però, volete conoscere i tesori nascosti di Lecce vi consigliamo di leggere il nostro prossimo articolo dove vi raccontiamo quello che i turisti non sanno.

I piccoli Borghi salentini

Il Salento è ricco di piccoli paesi, nella provincia di Lecce ce ne sono ben 99. Ogni paesino ha una sua caratteristica, ma ce ne sono alcuni che sono stati identificati tra i borghi più belli d’Italia. Tra questi spicca Specchia, con il suo centro storico fatto di stradine così strette da essere inaccessibili alle auto. Le strade sono comunicanti attraverso scalinate che percorrendole portano a scoprire dei panorami incantevoli. Vicino a Specchia e sempre nella parte del basso Salento troviamo Castro, che si divide in Castro alta e bassa. La prima fu fondata dai Romani, con il suo castello fondato per arginare gli attacchi dei Saraceni.

Il mare di Castro e i suoi faraglioni

La seconda si erge a strapiombo sul mare, “proprietà” dei pescatori che ogni mattina al sorgere del sole tornano dalla battuta di pesca e vendono anche ai passanti uno dei più buoni pesci del Salento. Per gli amanti delle immersioni questo è il posto top.

Risalendo verso Lecce passiamo da Nardò, la città salentina che ha subito le influenze di diverse popolazioni in passato. Si passa dal barocco di Piazza Salandra, romanico-gotico della cattedrale sede vescovile, fino ad arrivare alle influenze bizantine. Da sottolineare che la Biblioteca comunale contiene ad oggi piu di 20 mila volumi (sia scientifici, filosofici e teologici).

Prima di giungere nell’ultimo borgo di questo articolo, non possiamo non fermarci a visitare Galatina, il borgo dalle 5 porte. Come a Lecce, nel centro della piazza principale si erge il Sedile realizzato in pietra leccese che contiene le antiche leggi che governavano la città. Tappa obbligata e forse una delle chiese più belle del Salento è la Basilica di Santa Caterina d’Alessandria, grazie ai suoi affreschi del tardo ‘300. Fu fatta costruire da Raimondello Orsini del Balzo al ritorno della crociata in Terra Santa ed intitolata a Caterina, santa di cui era devoto.

Basilica di Santa Caterina d’Alessandria a Galatina

Andando su per il tacco dello stivale troviamo Acaya con il suo castello fortificato del XVI secolo costruito anche qui per respingere gli attacchi dei Saraceni.

Dove dormire, mangiare e rilassarsi

La posizione strategica del B&B Casa di Anita consente di visitare il Salento in lungo e in largo avendo tutto a portata di mano. Ubicato al centro della penisola salentina consente di raggiungere in pochi minuti tutte le maggiori località turistiche della zona. Le nostre camere sono dotate di tutti i comfort e adatte sia a coppie che a famiglie con bambini. Grazie ai nostri servizi in convenzione, vi consiglieremo i migliori posti dove andare a mangiare e se avete bisogno di un pò di relax facciamo proprio al caso vostro.

Colazione al B&B Casa di Anita: Dolci e Pasticciotti

Potete dare un’occhiata alle nostre offerte per il persorso benessere con la nostra SPA convenzionata. Massaggi, Bagno Turco, Sauna Finlandese, Doccia Emozionale, Doccia Cascata Cervicale, Vasca per camminata con idromassaggio e tanti altri servizi vi aspettano. Penseremo a tutto noi, renderemo la vostra vacanza a Pasqua nel Salento indimenticabile fatta di cultura, enogastronomia e relax.

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SALENTINI IN VIAGGIO: COSA FARE A MILANO CON BAMBINI

Dopo il primo viaggio in 4 a Valencia lo scorso anno, ci eravamo ripromessi di tornare ad essere dei Salentini in viaggio. Abbiamo colto l’occasione di festeggiare il secondo compleanno di Ania a Milano, in concomitanza con la cresima del cuginetto Marco.

Prima di partire ci siamo chiesti: “Milano è la capitale finanziaria del bel Paese, ci sarà qualcosa da fare per i bambini?”. Eh si la risposta a questa domanda la trovate in questo breve racconto su cosa fare a Milano con i bambini.

MuBa: il museo dei bambini di Milano.

Siamo partiti la mattina dall’aeroporto del Salento di Brindisi a soli 30km dal nostro B&B Casa di Anita diretti a Bergamo con Ryanair. Arrivati a mezzogiorno nel nostro appartamento a Milano (Cool Flat Centro Studi, carino, ben arredato ma non troppo pulito…e per Angela la pulizia è al primo posto), lasciate le valigie e dopo esserci rinfrescati siamo partiti alla volta di Piazza Duomo nel centro di Milano. Ania appena ha visto tutte le colombe svolazzare non voleva più fermarsi, ma siamo riuscita a convincerla solo con la promessa di andare alla Disney Store dove abbiamo giocato e provato tutti i vestiti per un’ora.

Così eravamo pronti per capire cosa fare a Milano con bambini e nel pomeriggio ci siamo incamminati verso il MUBA, ossia il museo per bambini di Milano in via Enrico Besana 12. Il museo ha un’area accessibile gratuitamente, dove i bambini possono giocare con lavagne e gessetti colorati, sfogliare tanti libri e i genitori possono bere un bel te nelle giornate di freddo. Noi abbiamo assistito all’unico laboratorio della giornata è alle 17 e si tratta dell’attività COLORE. Il biglietto ha un costo di 8€ a bambini e 6€ per gli adulti. Il laboratorio prevede 4 giochi che coinvolgono tutti i colori e la luce.

4 giochi di luce e colori per i piccoli viaggiatori

Nel primo i bambini sono invitati a “ficcarsi sotto” i cilindri che scendono dal soffitto, ognuno di un colore diverso e una luce diversa. E’ bellissimo vedere scorazzare tutti i bambini che si intrufolano in questi artefatti di stoffa. Ammetto che anche noi grandi abbiamo provato ad entrarci. Il secondo gioco è il gioco delle ombre: tutti dentro una camera con luce bianca, si cerca di rincorrere la propria ombra come se fossimo dei novelli Peter Pan, creare con le mani le forme più strane e capire come si formano le ombre.

Nel terzo gioco si scopre quali animali ci sono nei cunicoli della foresta e a quali colori sono associati. Nel quarta e ultima attività si va in una stanza dove sulla parete sono proiettate tante forme di animali e alberi. A seconda della luce proiettata appare o scompare un determinato animale. I bambini poi prendono dei cartoncini e vedono come gli animali disegnati su di essi cambiano colore o magicamente volano via.

E’ un’esperienza che consiglio fare se siete a Milano se avete bambini dai 2 ai 9 anni.

Museo nazionale della scienza e della tecnologia.

Il secondo giorno abbiamo preso la direzione per il “Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci“, in Via San Vittore 21. A dire il vero il museo in sè per sè non ci ha per nulla entusiasmato. C’erano molte installazioni poco interattive e quindi le bambine non si sono divertite tantissimo. Sicuramente nulla a che fare con gli altri che abbiamo visitato, primo fra tutti il Niccolò Copernico a Varsavia che è stato qualcosa di superlativo. Ma come spesso accade c’è sempre il lato positivo delle cose: mentre giravamo nel giardino del museo abbiamo aperto una porticina e ci siamo ritrovati nell’evento che in quei giorni c’era a Milano, Focus Live.

Focus Live: realtà o fantasia?

Tutto è cambiato e dalla realtà del museo siamo passati a quella virtuale e poi aumentata. Anita ha scorazzato sul suolo di Marte oltre che in un mondo magico dove ricostruire pezzo pezzo un grattacielo. Un evento assolutamente da non perdere se vi capita di averlo vicino, tecnologia di ultima generazione a disposizione dei più piccoli come la macchina che si utilizza per operare in laparoscopia. I bambini dovevano prendere delle graffette e portarle da un cestino all’altro  senza farle cadere, utilizzando gli stessi strumenti di un chirurgo; guidare il modulo lunare di marte per farlo attraccare come se si fosse sul nostro satellite. Alla fine un bel giro su un simulatore di volo per guidare un caccia dell’Aereonautica militare italiana.

Milano è anche Salento?

Il terzo giorno abbiamo deciso di non avere una meta e di scoprire man mano cosa fare a Milano con bambini. Siamo andati in giro per negozi e parchi. Un bellissimo parco lo abbiamo trovato in Piazza Gae Aulenti vicino la stazione Garibaldi e all’orto verticale. Il parco è pieno di giostre e di fronte c’è anche un bel centro commerciale pieno di negozietti dove poter sfamarsi abbondantemente.

Il quartiere di Porta Garibaldi è davvero carino e girovagando in lungo e largo ci siamo imbattuti in qualcosa che ha attirato subito la nostra attenzione. Il nostro sangue salentino ha subito avuto un sussulto appena abbiamo letto su una vetrina la scritta “Santu Paulu – Salento“. Ci siamo guardati e ci siamo chiesti: “Siamo a Milano o nella nostra bellissima penisola salentina?”.

Ebbene sembrava proprio di esserlo grazie a questo baretto fatto da salentini con prodotti e dolci tipici salentini. Oltre al buon caffè, ottimo anche il pasticciotto e il rustico leccese oltre alla cordialità tipica dei proprietari. Chi vuole un pò di relax e sentire gli effluvi salentini anche a Milano non può non farci una capatina.

Il nostro giro si è concluso nel bellissimo negozio di Flying Tiger Copenaghen in piazza Cordusio. Tanti piccoli oggetti per bambini a poco prezzo e che attirano la loro attenzione. Se ne trovate uno sulla vostra strada, entrateci e farete felici i vostri bambini.

La sera abbiamo festeggiato il compleanno di Ania, 2 anni! Per l’occasione Mamma Angela, Anita e Ania hanno deciso di vestirsi allo stesso modo seguendo la moda del “Mini Me“. Gli abiti sono stati ideati e creati dalla Sartoria di Federica Bisci, se vi interessano potete contattarci.

Si ritorna nel Salento

Così, dopo tre giorni intensi in quel di Milano, la mattina presto del quarto giorno torniamo a casa, soddisfatti della nostra breve avventura dove oltre all’atmosfera della grande città abbiamo potuto scoprire piccoli posti e locali accoglienti. Il Salento ci aspetta, anche se non lo abbiamo mai lasciato e lo continuiamo a trovare dappertutto. Questo il bello di essere dei #salentiniinviaggio.