Lidi in Salento: quali scegliere per le vostre esigenze

Lidi in Salento

Non è certo facile scegliere i Lidi in Salento, essendo una penisola con ben più di 200 km di spiaggia. Ce ne sono di svariati, per ogni esigenza: quelli trend per i più giovani dove si balla e si beve, quelli con ristoranti e bar attrezzatissimi per soddisfare ogni languorino, quelli per famiglie dove i bambini possono essere lasciati liberi di scorazzare e divertirsi.

Come scegliere i Lidi in Salento?

Come sceglierli? Tranquilli, li abbiamo provati noi per voi e lo abbiamo fatto sia girandoli come coppia che come famiglia con al seguito due pesti che amano tuffarsi nel mare del Salento, dai mille colori, sempre cristallino e sempre calmo. Sì, ho detto sempre calmo! Vi chiederete come sia possibile avere un mare sempre calmo. Il mare del Salento lo è. Vi spiego subito il perché. Essendo una penisola, il Salento si affaccia sul mare Adriatico e sul mar Ionio. Questo permette, a coloro che vogliono trascorrere una vacanza piena di relax, di alzarsi la mattina e controllare il vento. Quale vento soffia? Se soffia la Tramontana (il vento da Nord), allora si va al mare sullo Ionio: Porto Cesareo, Gallipoli, Ugento. Se soffia lo Scirocco (il vento da Sud), si va sull’Adriatico: San Cataldo, Torre dell’Orso, Otranto. Per controllare il vento ogni giorno vi consigliamo il sito windy.com

Lidi in Salento sullo Ionio

Partendo dal Nord Salento per poi scendere lungo il tacco d’Italia il primo lido che troviamo è situato nella famosa località di Punta Prosciutto, poi scenderemo verso Porto Cesareo, passeremo per Gallipoli per finire a Marina di Pesculuse.

Il Baron Beach di Punta Prosciutto

Questo è un lido ottimo per le famiglie con bambini, la spiaggia non è immensa e quindi i più piccoli sono facilmente controllabili. Dotato di due bar, uno in pineta e l’altro sul mare, ha ombrelloni grandi con sedie a sdraio. Ottima la passerella tra gli ombrelloni che ti permette di non scottarti i piedi quando la sabbia è incandescente, nelle ore più calde della giornata. Con quale vento andare? Con la Tramontana, o comunque venti da Nord, è il luogo ideale. E’ situato nella famosa Punta Prosciutto, guada dove si trova.

Lido Tabù a Porto Cesareo

Il Lido Tabù di Porto Cesareo è uno dei lidi in Salento più alla moda. Non a caso il nome completo è Lido Tabù Fashion Beach. Se ami i cocktail in spiaggia da sorseggiare sotto l’ombrellone con il tuo partner o con i tuoi amici, se ti piace la musica e il divertentismo devi andare puoi almeno una volta nella vita in questo lido. Presenti sia il bar prima di entrare in spiaggia che un bar nello stabilimento, attrezzato con un ottimo ristorante e self-service. E’ facile trovare, soprattutto nei mesi di Giugno e Luglio, i VIP più famosi: calciatori, modelle, attori. Tutti qui per gustare le bellezze del Salento. Con quale vento andare? Con la Tramontana, o comunque venti da Nord, diventa incantevole.  Guarda dove si trova.

Holiday Beach a Rivabella di Gallipoli

L’Holiday Beach sulla famosa spiaggia di Rivabella a Gallipoli è il luogo ideale per famiglie con bambini. Il mare ha il fondale basso, ottimo anche per i più piccolini. Lido attrezzato con ombrelloni e sdraio e bar abbastanza fornito. Preparano anche piatti caldi come primi e secondi di mare. Un lido per tutte le stagioni avendo una bellissima pineta alle spalle, usata anche per trascorrere la Pasquetta. Nelle giornate afose è bello farsi una pennichella tra gli alberi di pino, facendosi coccolare dal canto delle cicale. Con quale vento andare? Con il Levante, o comunque venti da Est, troverai sempre un mare cristallino. Guarda dove si trova.

Le Cinque Vele a Marina di Pesculuse

Per chi vuole trascorrere una giornata in uno dei lidi in Salento Top, le Cinque Vele a Marina di Pesculuse è il massimo. Non è solo un lido con spiaggia, ombrelloni e mare. E’ molto di più. Partiamo dall’ampio parcheggio (a pagamento), per entrare in una distesa di prato inglese dove è bello anche rotolarsi. Il lido è super attrezzato, prenotabile online, ha un bar nell’area verde e un ristorante. Sempre nell’area antistante la spiaggia è possibile sostare nei privè o farsi bagnare dalle docce vaporizzate (da cui i bambini non riescono a staccarsi). Entrati nella spiaggia si può scegliere che posto prenotare, se family o premium. Alla fine della giornata la doccia calda è gratis con bagni pulitissimi. Un pò più costoso degli altri lidi, ma ne vale la pena! Con quale vento andare? Con la Tramontana, o comunque venti da Nord, potrai dormire sulla riva con il mare calmo che ti coccolerà. Guarda dove si trova.

Lidi in Salento sull’Adriatico

Questa volta per proseguire il nostro viaggio nei Lidi in Salento sull’adriatico facciamo il giro del tacco, lasciamo la baia dove approdò Enea in fuga da Troia e risalendo da sud a nord ci fermiamo ai Laghi Alimini, nella florente Torre dell’Orso e a San Cataldo, il mare degli abitanti di Lecce città.

Lido Acqua Chiara vicino ai Laghi Alimini

Il Laghi Alimini sono una famosa località salentina. A volte si pensa che chi va al mare agli “Alimini” stia andando sul lago, ma non è cosi. E’ vero, i laghi ci sono, ma sono nell’entroterra. La zona, invece, è piena di spiagge stupende con sabbia cristallina. E’ proprio qui che siamo andati con le nostre due pesti perché arrivarci è molto molto bello. Sulla litoranea si trovano tanti parcheggi, tutti a pagamento, molto forniti e comodissimi perchè ognuno offre il servizio navetta gratuito. Lasciato il parcheggio, bisogna dirigersi nel bosco che deve essere attraversato per arrivare sul mare. Ci sono due modi per farlo: con la navetta del lido oppure a piedi godendosi il paesaggio mozzafiato (giusto 5 minuti di camminata). Il lido è molto bello, davanti agli ombrelloni c’è un’ampia spiaggia dove i bambini possono giocare prima di tuffarsi in acqua. Il fondale è poco profondo per molti metri, quindi ideale per i più piccoli. L’acqua è chiara, proprio come il nome del lido. Un bar fornitissimo anche di primi e secondi piatti. Con quale vento andare? Con il Ponente, o comunque venti da Ovest , potrai rilassarti nel mare azzurro e trasparente come l’acqua. Guarda dove si trova.

Spiaggia ampia e divertimento al Lido Acqua Chiara

Lido La Cueva a Torre dell’Orso

Torre dell’Orso è una delle località più visitate del Salento. La spiaggia è molto ampia e piena di lidi. Noi ne abbiamo visitato qualcuno e vi possiamo suggerire il lido La Cueva. Un lido facilmente raggiungibile dalla piazza del paese, vicino alla famosa gelateria Dentoni dove conviene assaggiare un ottimo gelato salentino. Il lido ha un piccolo bar e gli ombrelloni sono molto vicini alla spiaggia. Vicino al lido tanti divertimenti per chi vuole cimentarsi con il bananone sull’acqua o chi vuole fare parasailing (il paracadute attaccato alla barca) o chi vuole vedere il relitto di un galeone… Con quale vento andare? Con il Libeccio, o comunque venti da Sud, potrai trascorrere la giornata in uno dei mari più belli d’Italia. Guarda dove si trova.

spiaggia salentine
Lido La Cueva – Torre dell’Orso

Lido Mancarella a San Cataldo

Il Lido Mancarella è uno dei primi lidi in Salento. A due passi dall’oasi naturale delle Cesine, è facilmente raggiungibile grazie alla sua posizione sulla litoranea adriatica. Il lido è attrezzatissimo, sdraio e ombrelloni, giochi per bambini, bar e ristorante dove si possono gustare le tipiche specialità salentine di terra e di mare. Non lasciatevi sfuggire l’occasione di assaporare il caffè salentino, ossia il caffè in ghiaccio con il latte di mandorla. Gustatelo la mattina presto con il sole che vi lambisce gli occhi, posate lo sguardo verso oriente, verso il mare e se siete fortunati nelle giornate in cui non vi è foschia potrete vedere le montagne albanesi. Personale disponibilissimo, soprattutto con le famiglie con bambini. Se volete trovare un leccese doc, è qui il posto giusto visto che la maggior parte dei cittadini leccesi è solita frequentare il lido. Con quale vento andare? Con il Libeccio, o comunque venti da Sud, potrai trascorrere la giornata all’insegna del relax. Guarda dove si trova.

Dove alloggiare nel Salento

Dopo aver letto questo articolo, avrete compreso che per vivere appieno il Salento non bisogna alloggiare vicino al mare. Questo perché se prenotate una settimana a Porto Cesareo e soffia sempre lo Scirocco o comunque un vento da Sud, la vacanza è rovinata non potendo andare al mare perché sporco e ventoso.

Per questo motivo il nostro B&B Casa di Anita è situato in una posizione strategica, al centro della penisola Salentina. Ogni giorno, potrete leccarvi il dito, come facciamo noi salentini, per capire il vento che soffia e decidere dove andare a godervi la vostra giornata di sole e mare. Abbiamo camere per tutte le esigenze, sia per coppie che per famiglie per bambini.

Che aspetti,

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Pasqua 2020 nel Salento: Santa Maria di Leuca, Lecce e i Borghi Salentini

Volete un consiglio su dove trascorrere quest’anno la Pasqua 2020? Allora quale migliore occasione per farsi un bel viaggetto rilassante nel Salento. E quale miglior modo per ricaricare le energie se non tra le meravigle di questa terra incontaminata? Pronti allora per sognare la vostra Pasqua 2020 nel Salento?

Cosa vedere a Pasqua nel Salento

Nel primo articolo sulla Pasqua nel Salento vi abbiamo presentato le due città più rinomate della penisola salentina: Otranto e Gallipoli. Ora andremo a tuffarci più da vicino nei vicoli di Santa Maria di Leuca, Lecce e i famosi borghi salentini.

Santa Maria di Leuca de finibus terrae

Santa Maria di Leuca è una piccola frazione di Gagliano del Capo (in pochi lo sanno e pensano sia un comune a sè stante), il più a sud della penisola salentina, dove il mar Adriatico e il mar Ionio fondono le loro acque. Anche se per convenzione nautica questo punto ricade nel luogo dove nasce il faro di Punta Palascia a pochi chilometri da Otranto, la legenda vuole che sia proprio Santa Maria di Leuca a spaccare in due il Mediterraneo.

Ricca di strapiombi bianchi a picco sul mare, si pensa che il suo nome derivi dal greco leukós che significa proprio bianco.

Cattedrale di Santa Maria di Leuca de finibus terrae

Cosa visitare a Santa Maria di Leuca

Per visitare la famosa cattedrale Santa Maria di Leuca de finibus terrae bisogna accedere ad una ampia piazza che tanto ricorda le grandi piazze spagnole. Costruita intorno al 1720, la cattedrale sorge su un promontorio nel luogo in cui sorgeva il tempio di Minerva.  Trascorrere la Pasqua nel Salento significa spendere un giorn a Santa Maria di Leuca, una delle mete più gettonate perchè grazie al vento primaverile è piacevole passeggiare lungo le stradine che hanno una vista stupenda sull’unione dei due mari. Il vecchio Faro situato a pochi passi dalla cattedrale è il guardiano del mare, costruito lì per tener d’occhio Nettuno.

Altro punto di interesse da visitare in una giornata sono le ben 43 ville costruite nel 1800. Non tutte sono visitabili oggi, in parte perchè sono state abbandonate o completamente modificate. Visitanto quelle  accessibili si nota subito la caratteristica comune, ossia le costruzioni che permettevano di proteggere le signore dagli sguardi dei curiosi mentre si rilassavano a prendere il sole o a godersi un bagno fresco durante la calda estate.

Nei dintorni è sicuramente piacevole visitare i piccoli borghi del basso Salento come Specchia, Castro, Santa Cesarea Terme e Presicce.

Lecce la perla del Barocco

Negli anni ottante Lecce veniva definita la Firenze del Sud. Mai appellativo più sbagliato fu accostato alla bellissima capitale del Barocco. E’ impossibile farne un paragone proprio per l’architettura dominante nelle due città . La moltitudine di chiese forse è stata la scintilla che ha fatto scoccare questa similitudine ma se da un lato a Firenze regna lo stile rinascimentale dei vari Brunelleschi, Donatello, Botticelli, Michelangelo e Leonardo da Vinci, dall’altro a Lecce domina il Barocco.

Durante la vostra passeggiata nel centro storico, vi basta alzare lo sguardo per scorgere nelle posizioni più strane la facciata di una chiesa. Ce ne sono addirittura più di 30 in un raggio di quasi 3Km2.

Quasi tutte le chiese leccesi sono in stile barocco, ma la madre di tutte è la Basilica di Santa Croce. Impossibile fotografarne la facciata per intero visto che è situata tra i vicoli che caratterizzano il centro storico.

Basilica di Santa Croce a Lecce

E’ d’obbligo girovagare per questi vicoli, detti anche le giravolte perchè se non si sta attenti ci si può perdere senza nessun problema per la propria incolumità anzi con un soave beneficio per il vostro rilassamento, dato che sono pieni di cortili bellissimi e spesso aperti al pubblico per essere visitati. Qui si respira la vera Lecce antica, completamente ristrutturata, piena di animo. Se davvero doveste perdervi non esitate a chiedere ai passanti o ai proprietari delle case, saranno ben contenti di far valere il loro spirito del sud e indicarvi la retta via o addirittura accompagnarvi nel punto che desiderate.

Lecce non solo Barocco

Lecce, però, non è solo Barocco ma è una fucina di cultura, enogastronomia e storia. Passando da piazza Santo Oronzo, il patrono della città insieme a Giusto e Fortunato (che vengono celebrati in una bellissima festa patronale il 26 agosto), salta agli occhi l’anfiteatro romano. Questo piccolo colosseo ha ospitato più di 2000 anni fa le lotte fra i gladiatori anche se oggi è visibile solo per un terzo, gli altri due terzi sono sommersi nel sottofondo della città. Le gallerie che portavano alle gabbie dei leoni e agli androni dove si preparavano i combattenti sono ancora oggi presenti.

Anfiteatro romano di Lecce

Pasqua è il periodo ideale per visitare Lecce dove il clima mite primaverile si addice alle passeggiate fra le 4 porte della città. Lecce. La capitale del Salento è, infatti, una città a misura d’uomo e due giorni sono più che sufficienti per averne una bella infarinatura. Quindi quale miglior meta per trascorrere Pasqua 2020? Abbiamo detto 4 porte ma in realtà ne sono rimaste solo 3, e si va da Porta San Biagio a Porta Napoli per passare poi da Porta Rudiae fino a piazza Mazzini, meglio conosciuta come piazza trecentomila. Passeggiando per questa croce virtuale oltre ai monumenti, alle chiese e all’arte non si può non essere catturati dagli effluvi che la cucina salentina emana. E tra un piatto di ciciri e tria, uno di sangne ncannulate e un pasticciotto o un rustico passare Pasqua 2020 a Lecce sarà un vero motivo per leccarsi i baffi. Se volete conoscere ciò che nessuno sa e state già immaginando di trascorrere Pasua 2020 nel Salento, vi consigliamo di leggere il nostro prossimo articolo dove vi raccontiamo quello che i turisti non sanno.

I piccoli Borghi salentini

Il Salento è ricco di piccoli paesi, nella provincia di Lecce ce ne sono ben 99. Ogni paesino ha una sua caratteristica, ma ce ne sono alcuni che sono stati identificati tra i borghi più belli d’Italia. Tra questi spicca Specchia, con il suo centro storico fatto di stradine così strette da essere inaccessibili alle auto. Le strade sono comunicanti attraverso scalinate che percorrendole portano a scoprire dei panorami incantevoli. Vicino a Specchia e sempre nella parte del basso Salento troviamo Castro, che si divide in Castro alta e bassa. La prima fu fondata dai Romani, con il suo castello fondato per arginare gli attacchi dei Saraceni.

Il mare di Castro e i suoi faraglioni

La seconda si erge a strapiombo sul mare, “proprietà” dei pescatori che ogni mattina al sorgere del sole tornano dalla battuta di pesca e vendono anche ai passanti uno dei più buoni pesci del Salento. Per chi ama fare snorkeling questo è il posto adatto dove immergersi nel mare cristallino.

Risalendo verso Lecce passiamo da Nardò, la città salentina che ha subito le influenze di diverse popolazioni in passato. Si passa dal barocco di Piazza Salandra, romanico-gotico della cattedrale sede vescovile, fino ad arrivare alle influenze bizantine. Da sottolineare che la Biblioteca comunale contiene ad oggi piu di 20 mila volumi (sia scientifici, filosofici e teologici).

Prima di giungere nell’ultimo borgo di questo articolo, non possiamo non fermarci a visitare Galatina, il borgo dalle 5 porte. Nel centro della piazza principale si erge il Sedile, proprio come a Lecce, realizzato in pietra leccese che contiene le antiche leggi che governavano la città. Tappa obbligata e forse una delle chiese più belle del Salento è la Basilica di Santa Caterina d’Alessandria, grazie ai suoi affreschi del tardo ‘300. Al ritorno della crociata in Terra Santa ed intitolata a Caterina, santa di cui era devoto, fu fatta costruire da Raimondello Orsini del Balzo.

Basilica di Santa Caterina d’Alessandria a Galatina

Andando su per il tacco dello stivale troviamo Acaya con il suo castello fortificato del XVI secolo costruito anche qui per respingere gli attacchi dei Saraceni.

Dove dormire, mangiare e rilassarsi

La posizione strategica del B&B Casa di Anita consente di visitare il Salento in lungo e in largo avendo tutto a portata di mano. Grazie alla sua posizione strategica, nel centro della penisola salentina, consente di raggiungere in pochi minuti tutte le maggiori località turistiche della zona. Adatte sia a famiglie con bambini che a coppie, le nostre camere sono dotate di tutti i comfort . Grazie ai nostri servizi in convenzione, vi consiglieremo i migliori posti dove andare a mangiare e se avete bisogno di un pò di relax facciamo proprio al caso vostro.

Colazione al B&B Casa di Anita: Dolci e Pasticciotti

Potete sognare un momento romantico con il vostro partner dando un’occhiata alle nostre offerte per il persorso benessere con la nostra SPA convenzionata. Massaggi, Bagno Turco, Sauna Finlandese, Doccia Emozionale, Doccia Cascata Cervicale, Vasca per camminata con idromassaggio e tanti altri servizi vi aspettano. Penseremo a tutto noi, renderemo la vostra vacanza a Pasqua nel Salento indimenticabile fatta di cultura, enogastronomia e relax.

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Festa di Sant’Oronzo Lecce, 24-26 Agosto

Piazza Sant'Oronzo a Lecce

La Festa di Sant’Oronzo Lecce è un appuntamento assolutamente da non perdere sia per i leccesi che per i turisti. La Festa pastronale a Lecce si terrà dal 24 al 26 Agosto per celebrare tutti e 3 i suoi Santi Patroni: Oronzo, Giusto e Fortunato. Fortunato e Giusto erano rispettivamente nipote e redentore di Oronzo. Per chi non lo sapesse oggi si ricorda e si omaggia Oronzo perché fu martire (decapitato insieme a Fortunato). Inoltre, secondo la leggenda, Sant’Oronzo salvò Lecce da una violenta epidemia nel corso del 1600.

La Festa di Sant’Oronzo Lecce coinvolge per i tanti spettacoli, le tante iniziative e manifestazioni che hanno luogo nella capitale del Salento. Anche durante questa festa la tradizione gastronomica salentina non manca. Per tutto il centro storico di Lecce troverete piatti tipici di questa Festa tutta leccese.

Cosa succede durante la Festa di Sant’Oronzo Lecce

I festeggiamenti iniziano il pomeriggio del 24 agosto nella bellissima Piazza Duomo. I fedeli inaugurano una lunga processione che percorre molte strade e molti vicoli della città di Lecce. La processione è suggestiva: si vedono i fedeli trasportare le tre statue dei Santi, tra preghiere e canti religiosi. Durante la processione è possibile vedere tanti dei tesori nascosti di Lecce (leggete il nostro articolo proprio su questo argomento).

Durante la fase finale della processione risuonano le note della banda musicale e i fuochi d’artificio, segnano l’inizio della grande festa.

Durante i tre giorni della festa di Sant’Oronzo il meraviglioso centro storico di Lecce pulsa di gente attratta da concerti e spettacoli di ogni genere. Molte rappresentazioni teatrali, spettacoli pirotecnici ed esibizioni hanno luogo nelle due principali piazze (Piazza Sant’Oronzo e Piazza del Duomo).

La mattina del 26 agosto alle ore 11.00 il Vescovo celebra la messa Solenne Pontificale all’interno del Duomo, gremito di fedeli ma anche turisti. Vi è anche la fiera del bestiame. Il divertimento è assicurato anche per il grandissimo luna park ricco di giostre ed attrazioni per grandi e piccini.

Perché andare a Lecce durante la Festa di Sant’Oronzo 

Essere a Lecce durante la festa patronale è un’occasione per vivere l’atmosfera di una festa popolare tipicamente salentina. Le luminarie sono vistosissime e i fuochi d’artificio sono emozionanti e durano circa un’ora. Ben tre ditte pirotecniche gareggiano per vincere l’ambito trofeo annuale. Inoltre, vengono preparati alcuni piatti tipicamente leccesi come il gallo ripieno che trovate in ogni tavola dei leccesi.

Potete gustare i galletti di primo canto, cotti al forno e portati in tavola con le melanzane preparate in ogni modo. Della tradizione gastronomica di Lecce fa parte anche la “parmigiana”, il piatto tipico della Festa di Sant’Oronzo. Da non perdere assolutamente una bella frisa condita con pomodori, origano e tanto olio extra vergine d’oliva.

Tra i dolci tipici salentini non manca la cupeta. E’ un croccante di mandorle, zucchero, vaniglia o limone e miele, di origine araba. Se trascorrete le vostre vacanze in Salento troverete la cupeta ad ogni festa o sagra, sulle bancarelle insieme alla frutta secca e alle caramelle. E’ facile da preparare anche a casa. Se volete cimentarvi nella preparazione vi consigliamo questa ricetta.

Festa Sant'Oronzo Lecce
Come si prepara la cupeta leccese

Il divertimento è garantito alla Festa di Sant’Oronzo Lecce. Per i più giovani le giostre sono imperdibili. Ogni anno arrivano a Lecce le giostre più belle e adrenaliniche del momento. Solo i più temerari riusciranno a salire e fare un bel giro.

Siete pronti per vivere una festa popolare tipicamente salentina proprio a Lecce? I veri leccesi non vedono l’ora! Sapete perchè?

In occasione della Festa di Sant’Oronzo finalmente i leccesi trovano nelle edicole giornali satirici come La Carrozza. E’ per loro un appuntamento annuale che fa parte della tradizione perchè il taglio ironico-caricaturale di molti personaggi importanti di Lecce rispecchia la personalità leccese. Ci sono leccesi che addirittura collezionano i vari giornali satirici di ogni Festa patronale. Se volete scoprire la personalità dei leccesi, fermatevi in edicola il 26 Agosto.

26 agosto Serie A Inter-Lecce

Durante la Festa di Sant’Oronzo la squadra di calcio Serie A del Lecce giocherà a Milano contro l’Inter. La partita sarà proiettata su diversi schermi in giro per la città. Non perdetevi il ritorno in serie A del Lecce dopo tanti anni. Tutti i salentini non vedono l’ora di vedere i giocatori del Lecce sfidare l’Inter. E chissà, magari Sant’Oronzo porta fortuna e vinciamo!

Dove dormire vicino Lecce

Se volete trascorrere 3 giorni a Lecce e vivere la festa patronale della città, vi consigliamo di soggiornare in un B&B vicino Lecce. Il B&B Casa di Anita è il posto ideale per voi. A soli 3km dalla città, potrete godervi la festa patronale e la Notte della Taranta in completo relax. Vi risveglierete al mattino con il profumo dei famosi pasticciotti salentini. Nota importante è il parcheggio gratuito.

Richiedi un preventivo e vivi la tua vacanza nel Salento circondato da gusto ed eleganza.

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Gallipoli: La “Città Bella” del Salento

Pasqua 2020 nel Salento

L’etimologia della parola Gallipoli, conosciuta anche come la Perla dello Jonio, deriva dal greco kalé pólis che significa “Città Bella“. Nulla a che vedere, quindi, con il gallo che capeggia sul gonfalone della città.

La sua storia parte dal 1150 a.C. quando il re di Creta, Idomeneo, sbarcò lungo la costa jonica e fondò la città. Fu però lo storico Plinio il Vecchio a decantare le lodi di questa splendida cittadina, che per i romani fu un importante avamposto su cui basare la XII Legione.

Qui però vogliamo farvi fare un giro virtuale nella Gallipoli odierna: un mix tra sacro e profano, tra antiche rovine e nuove ricostruzioni, tra mare e terra. E per visitare tutto ciò bisogna partire dal ponte che collega la città vecchia con la nuova. Infatti, la storica Gallipoli sorgeva su un’isolotto collegato con la terra madre attraverso un ponte che costeggia(va) il castello.

Gallipoli
Castello e porto antico di Gallipoli

Il Castello di Gallipoli

Gallipoli è uno dei paesi più importanti del Salento e più ricchi di storia. Il castello di Gallipoli è uno dei suoi simboli. Biglietto da visita del borgo antico, fu eretto dai Romani nel 256 a.C. a guardia della città e del porto crocevia di un fiorente commercio (in particolare quella della porpora). Fu saccheggiato e ricostruito parecchie volte negli anni a seconda del conquistatore di turno. Ora finalmente è stato restaurato e riconsegnato al pubblico di tutto il mondo ed è una delle mete attrattive della città bella, grazie ai suoi torrioni, corridoi, sale, gallerie che permettono di gustare la bellezza dei raggi solari che impattano sulle mura dell’atrio. Infine, è d’obbligo gustarsi il panorama mozzafiato regalato dalla terrazza dove si percepisce l’essere circondati dal mare Jonio.

Prima pausa Gelato

Il Salento è la terra del buon gelato e, nella nostra visita alla Perla dello Jonio, non poteva mancare sin da subito una pausa gelato. Di fronte al castello di Gallipoli si trova la gelateria “Accademia del Gusto” dove poter gustare un ottimo gelato e provare tantissimi gusti.

In realtà, ci sono tante gelateria a Gallipoli sparse anche nella parte nuova della città. Tutte da provare.

Una strana atmosfera di Natale anche d’estate

Non siamo certo in Lapponia, ma lasciando il Castello di Gallipoli e iniziando a intrufolarsi nelle stradine della parte sinistra della città vecchia ci si imbatte nel presepe “Betlemme casa del pane“, in via Antonietta De Pace.

E’ a tutti gli effetti un presepe aperto tutto l’anno e molto carino da vedere. Durante la visita gratuita (chi vuole lascia un’offerta all’uscita) si ammirano i personaggi a grandezza naturale. Per lo più le scene sono tratte dalla vita dei fornai, facendo vedere come veniva lavorato il pane, gli ingredienti usati e gli accostamenti con cui mangiare forse il cibo più antico del mondo.

Continuando sulla stessa strada, si arriva al negozietto degli addobbi natalizi (anche questo aperto tutto l’anno) che ci ricorda subito all’ingresso quanti giorni mancano al prossimo Natale. Qui potrete acquistare i fischietti di Gallipoli fatti a mano da un gentilissimo proprietario.

Gallipoli
Il negozietto del Natale aperto tutto l’anno. Quanti giorni mancano al Natale

La cattedrale barocca di Sant’Agata a Gallipoli

Poco prima del negozio di Natale, si trova la bellissima Cattedrale di Sant’Agata. Sita al centro del borgo vecchio è da sempre stato luogo di culto anche in antichità. E’ uno dei monumenti principali del Barocco leccese. C’è una curiosità che accomuna la basilica di Santa Croce a Lecce con la cattedrale di Sant’Agata nella città bella ed è la difficoltà di fotografarla per intero data la loro locazione tra le strette viottole delle due città.

Gallipoli
La catterdrale di Sant’Agata a Gallipoli

 

Frantoi ipogei e museo civico

A due passi dalla Cattedrale si trova il museo civico della città, un posto per i coraggiosi. Ricordo la prima volta che ci sono andato da piccolo con la scuola e ho visto dal vivo le malformazioni che la natura può creare: serpenti a due teste, teschi e addirittura per i forti di stomaco bambini a due teste. A me ha incuriosito molto, quindi dipende dal vostro essere braveheart.

Lungo la strada si trovano anche i frantoi ipogei. Con un costo irrisorio di 2€ si possono visitare e godere dell’antica tradizione salentina di produrre l’olio sottoretta.

Gallipoli
I pescatori di Gallipoli e le reti

Camminando per i viottoli del centro storico non è raro imbarcarsi nelle case dei pescatori intenti a filare le reti. Questi si possono ammirare soprattutto al porto, dove ogni mattina verso le 5 arrivano i pescherecci di ritorno dalle battute di pesca e vendono al pubblico il pesce freschissimo appena pescato.

Il divertimento a Gallipoli per i bambini: il parco acquatico Splash

La città bella è un misto tra arte, cultura ma anche puro divertimento per grandi e piccini. E non si può venire a Gallipoli senza trascorrere una giornata nel parco acquatico più grande della puglia. Tanti scivoli, attrazioni e schiuma party vi aspettano per divertirsi insieme ai vostri piccoli viaggiatori.

Il nostro consiglio è quello di andare allo Splash durante la settimana e in Giugno o Luglio. Agosto è un poco proibitivo visto l’alto numero di turisti e, di conseguenza, la lunga attesa e le code per salire sugli scivoli. Naturalmente troverete scivoli per tutte l’età e tutte le altezza, quindi il divertimento di tutti è assicurato.

Gallipoli
Il parco acquatico Splash

Inoltre, vi segnaliamo, poi, la Baby e la Family area. E se avete voglia di cambiare c’è sempre Fabilandia con i suoi gonfiabili, i tappeti elastici sui quali fare a gara con gli amici a chi salta di più, il trenino, l’autoscontro sull’acqua e tanto altro, anche per i più piccini. L’animazione è super organizzata e propone una vastissima gamma di attività, mentre allo Splash Playground Village i bambini potranno vivere le avventure dei “Pirati dei Caraibi” o sfidarsi nella Battle Rocks, con licenza di spruzzo!

Dove dormire nel Salento con bambini

La posizione strategica del nostro B&B Casa di Anita vi permette di raggiungere la superstrada Lecce-Gallipili in meno di 3 minuti e arrivare nella perla dello Ionio in meno di 15 minuti, evitando lo stress di una cittadina superaffollata. La nostra struttura dispone di 3 ampie camere, particolarmente adatte a famiglie con bambini. Scoprite tutti i servizi dedicati ai bambini nella sezione Bambini in viaggio e il nostro coloratissimo giardino.

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Gallipoli
La nostra camera Cielo

 

Masserie didattiche nel Salento

masserie didattiche nel Salento

Domenica avevamo voglia di evasione dalla città e abbiamo scelto una gita nelle masserie didattiche del Salento. Certo è che quando la voglia di evasione dalla vita di tutti i giorni chiama, la Puglia risponde e gioca i suoi assi nella manica: spiagge da sogno, boschi, scorci di paesaggi ancora un po’ selvaggi, cibo da leccarsi i baffi. Qui, dove la passione è il motore di tutto, le tradizioni e la cultura si intrecciano con un mondo a volte fatto di mistero, quasi fatato; un mondo che vogliamo far conoscere a chi decide di trascorrere la propria vacanza con i bambini nel Salento.

Ne saranno affascinati i piccoli viaggiatori che spesso accompagnano la mamma e il papà, e che hanno in testa ben chiari gli obiettivi della loro vacanza: tanta natura e soprattutto divertimento!

Per far scoprire alle nostre figlie Anita e Ania le tradizioni legate al Salento domenica abbiamo deciso di trascorrere una giornata alla masseria didattica Tenuta Lu Cantieri a Novoli, una delle prime masserie didattiche nel Salento, a pochi minuti dal nostro B&B Casa di Anita. Novoli è un piccolo paesino a pochi km da Lecce, meglio conosciuto per la festa di Sant’Antonio Abate a gennaio che attira migliaglia di turisti curiosi di vedere l’accensio

masserie didattiche nel Salento
A spasso fra cavalli e caprette

ne della Focara, il grande falò di legna che arde per giorni.

 

Che cosa è una masseria didattica?

Le masserie didattiche sono fattorie rurali caratteristiche del paesaggio pugliese. Custodiscono la storia del territorio e rappresentano luoghi per la valorizzazione delle tipicità locali. Sono aziende agroalimentari e agrituristiche che hanno come obiettivo la salvaguardia del patrimonio culturale delle tradizioni agricole e dei prodotti tipici. Contribuiscono, inoltre, a promuovere il territorio pugliese e il suo ricco patrimonio culturale e agroalimentare.

Nelle masserie didattiche i bambini imparano giocando i principi di un’alimentazione sana e consapevole, attenta alla provenienza e alla qualità degli alimenti.

Le famiglie vengono coinvolte direttamente in processi di raccolta e trasformazione dei prodotti, attraverso laboratori per fare il pane, la pasta o le conserve di frutta, possono assistere alla mungitura o alla raccolta del miele, riscoprire vecchi mestieri, andare a cavallo, imparare i tempi della natura e degli animali.

I bambini partecipano quindi ad attività che hanno un valore didattico, ma anche ricreativo.

Cosa fare in una masseria didattica con i bambini

Tra le tante masserie didattiche nel Salento, abbiamo scelto la Tenuta Lu Cantieri a Novoli per far scoprire alle nostre figlie la bellezza e la perfezione della natura. Le nostre bambine hanno potuto interagire con simpatici animali come caprette, cavalli e pony. Erano soprattutto affascinate dai tanti cavalli tutti intorno alla masseria. Il proprietario della masseria ha mostrato loro non solo le stalle e le varie attrezzature, ma anche come comunicare, accudire e nutrire i cavalli. Le bimbe erano contentissime di poter dare il fieno ai cavalli!

Come far mangiare un cavallo

Sicuramente la visita agli animali rappresenta una forte attrattiva per bambini. Infatti, Ania, la più piccola, non voleva più andare via! Finalmente vedeva dal vivo animali che finora ha sempre visto solo sui libri o nei cartoni animati.

Masseria Lu Cantieri e la sua storia

La masseria sorge a ridosso della stazione ferroviaria di Novoli. Il nome “lu cantieri” deriva proprio dalla sua destinazione d’uso originale, ossia era il cantiere dell’importante snodo ferroviario di Novoli sin dal 1900. Successivamente, un ingegnere genovese e un avvocato romano ne iniziano la ristrutturazione intorno al 1920, e ne fanno un locale per il trasporto delle merci. Queste arrivavano con il treno, venivano scaricare nel cantiere e poi la gente accorreva con i cavalli per trasportarle nei paesini limitrofi.

Nel 1998, l’attuale proprietario decide di acquistarlo e convertirlo in una masseria didattica con annesso agriturismo, divenendo cosi una delle più antiche masserie didattiche nel Salento.

Cosa si mangia in una masseria didattica nel Salento

Dopo una mattinata in giro per la masseria, a mezzogiorno la fame cominciava a farsi sentire. Ci siamo fermati nel ristorante per gustare i piatti tipici della tradizione salentina. Abbiamo mangiato un ottimo antipasto composto da diverse portate: fave e cicorie, parmigiana di melanzane, mozzarelle e salumi, pittule, polpette, crocchette di patate, frittatina di asparagi, peperoni e carciofi ripieni. Come primo ci hanno consigliato dei fusilli giganti (con farina Senatore Cappelli) con crema di carciofi e guanciale, mentre per secondo abbiamo gustato un’ottima grigliata di carne con contorno di patate al forno.

Le bontà culinarie della masseria didattica Lu Cantieri

Tutti i piatti sono preparati con ingredienti genuini e biologici dell’agriturismo. Infatti, il sapore autentico dei piatti era dovuto all’utilizzo esclusivo di prodotti a Km 0. Per questo il menù varia a seconda della stagione. Ci ha colpito notevolmente il sapore dei carciofi nel primo piatto. Forse perché li avevamo visti nell’orto della masseria?

La piantagione di carciofi a Km zero

Se volete trascorrere una giornata immersi nella natura, mangiare sano e far vivere ai vostri piccoli viaggiatori, in totale sicurezza, un’esperienza unica a contatto con tanti simpaticissimi animali, non vi resta che scegliere l’agriturismo e masseria didattica Lu Cantieri.

Noi ci ritorneremo sicuramente per far partecipare le nostre figlie ai laboratori che prevedono la lavorazione della pasta fatta in casa, la vendemmia e la coltivazione dell’orto.

Dove dormire nel Salento con bambini

Per dormire scegliete il nostro B&B Casa di Anita! In una posizione ideale per girare tutto il Salento, la struttura dispone di 3 ampie camere, particolarmente adatte a famiglie con bambini. Scoprite tutti i servizi dedicati ai bambini nella sezione Bambini in viaggio e il nostro coloratissimo giardino.

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Il giardino del B&B Casa di Anita

I DINOSAURI SBARCANO NEL SALENTO

Una mattina di sabato la piccola Ania sveglia tutta la famiglia al grido: “Dinosauroooooo, grrrrrrrr“. Peppa Pig, ed in questo caso il suo fratellino George, le sono apparsi in sogno con il loro grande amico a 4 zampe lungo e colorato. Così, la prima cosa è stata accendere la TV sperando che ci fosse un bel cartone di Peppa dove rincontrare il vero Dinosauro.

Sfortunatamente a quell’ora c’era Masha e Orso ma non la nostra tanto agognata Peppa. Anita riesce subito ad accontentare la sorellina più piccola ricordandoci che le avevamo promesso di andare a vedere i dinosauri dal vivo, consigliataci dai nostri amici Alessandra ed Enzo. In effetti, spulciando gli eventi nel Salento a Dicembre ci ricordiamo che nella nostra lista di cose da vedere c’era proprio il Parco dei Dinosauri al museo di Calimera. E quale migliore occasione se non questa?

A spasso tra i Dinosauri, una mostra nel Salento

A pochi passi dal nostro B&B Casa di Anita si trova un piccolo paesino Calimera (Kalimèra), che in griko vuol dire “buongiorno“, famoso per il suo museo di “Storia Naturale del Salento”. Dal 17 Novembre 2018 al 17 Febbraio 2019 il museo ospita la mostra all’aperto A spasso tra i Dinosauri, con una riproduzione a grandezza naturale (1 a 1) dei mastodontici animali vissuti milioni e milioni di anni fa.

Appena arrivati il personale ci ha accolto in maniera veramente gentile, esaudendo tutti i desideri delle nostre piccole pesti che hanno collezionato tutti i volantini a disposizione vicino le casse. Iniziato il percorso ci imbattiamo in galline, struzzi, fenicotteri ma dei dinosauri nemmeno l’ombra. Appena giriamo l’angolo ci troviamo di fronte un gigantesco animale che ci fa quasi scappare per la sua grandezza. Ania inizia a correre e ridere gridando l’ormai famosissimo verso “Dinosauroooooo, grrrrrrrr“, che è diventato il leitmotiv della giornata. Non ci sta più nella pelle, vuole andare a toccare tutti e tutto. Anita da brava scolaretta inizia a leggerle i pannelli esplicativi posti vicino ad ogni animale.

Dinosauri nel Salento: una mostra per tuffarsi nella preistoria

Ce ne sono di tutti i tipi: dagli erbivori dal collo lungo, ai carnivori dalle zampe piccole e veloci; dai rettili volatili a quelli che erano a proprio agio sulla terra. Il Tirannosauro Rex, lo Stegosauro, il Triceratopo, il Velociraptor, lo Pterodattiloe il simpatico Brontosauro. Non manca proprio nessuno!

 

Chi aveva vissuto 600 mila anni fa e invece chi esisteva quasi da sempre, oltre 17 milioni di anni fa! C’erano quelli che incutevano timore, però la voglia di mettere la mano nella loro bocca vinceva la paura. E c’erano anche quelli davvero simpatici, come l’amico del piccolo George. Si poteva anche apprezzare la differenza di altezza o di lunghezza tra tutti.

Abbiamo davvero trascorso una bella giornata tra la felicità della più piccola e la voglia di immaginarsi la preistoria della più grande. Le sorprese, però, non finiscono con gli amati dinosauri del Salento.

Il percorso faunistico del museo di “Storia Naturale del Salento”

Mentre stavamo per andar via, troviamo una freccia con su scritto “Percorso faunistico” che ci porta dritti dritti in un laghetto dove ci sono oche, anatre e paperelle. Si inizia ad andare su e giù con le piccole bestiole e ballare il Ballo del qua qua. Ad un certo punto, Ania scappa nel bosco gridando “buioooooo”. Da qui parte l’esplorazione che ci porta come novelli Indiana Jones a scoprire i tanti uccelli come le poiane, i gufi e un pappagallo coloratissimo (che in realtà pappagallo non è, ma un Lori Arcobaleno).

Arriviamo in una terra piena di buche e leggiamo che il responsabile di tali gallerie sotterranee è il tasso, ossia il grande nemico di Peter Rabbit (il coniglietto creato dalla mente di Beatrix Potter). Anita si ricorda tutte le favolette del piccolo roditore ma soprattutto la sua casa visitata un pò di tempo fa a Bowness-on-Windermere nel Lake District in Inghilterra.

La passeggiata nel bosco è davvero piacevole e rilassante, certo mamma Angela era in apprensione perché non voleva che le scarpe e i vestiti si sporcassero di terra ma ai bambini non si può negare mai lo scorrazzare liberi nella natura, quindi munitevi di abbigliamento adatto…a sporcarsi.

La mattinata è volata via ed il primo risultato è stato quello che alla domanda “Cosa vuoi come regalo di Natale?”, Ania e Anita hanno risposto in coro “Dinosauroooooo, grrrrrrrr“.

Dove alloggiare per visitare Lecce, il Salento e la mostra “A spasso tra i Dinosauri”

Il nostro B&B Casa di Anita con le sue ampie camere è il posto ideale per ospitare le famiglie in viaggio.

Siamo un B&B family friendly pronto a soddisfare tutte le esigenze dei piccoli viaggiatori. I bambini in viaggio avranno tutta la nostra attenzione e per loro ci saranno un sacco di sorprese all’arrivo e durante tutto il soggiorno. Per papà e mamma l’obiettivo è il relax. Offriamo pacchetti in promozione con il nostro centro benessere convenzionato dove poter usufruire di 90 minuti in SPA con accesso esclusivo, offrendo anche il servizio di baby sitter.

Cosa aspetti allora,

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SALENTINI IN VIAGGIO: VALENCIA COI BAMBINI: LA CITTÀ PARCO GIOCHI

Dopo essere stati fermi per un anno, finalmente si riparte per la #primavacanzain4: oltre alla peste di 5 anni ora c’è anche la mangiona di 1 anno. La prima domanda che ci siamo fatto è stata “Dove possiamo andare a Novembre con una bambina di quasi un anno senza soffrire troppo il freddo?”. Grazie anche a questo magnifico blog la risposta è stata scontata: Valencia ci sembrava la meta adatta.

Valencia coi bambini: itinerario con due bimbe piccole

Valencia coi bambini: hotel e informazioni

Siamo partiti il primo Novembre con un volo diretto Bari – Valencia. Arrivati in aeroporto abbiamo acquistato la Valencia Tourist Card per 72 ore al costo di 25€ per adulto (i bambini non pagano fino ai 12 anni). Subito utilizzata per prendere la metro gratis, molto bella e nuova (senza la tourist card il costo del biglietto dall’aeroporto al centro città sarebbe stato di 8€). Arrivati nel nostro appartamento (Valencia Home seguite il link per le info) nel Barrio del Carmen ci siamo sistemati e pronti per la prima passeggiata. Con bambini piccoli consiglio vivamente l’affitto di un appartamento cosi da essere indipendenti. Per noi è stata la prima volta e sicuramente lo utilizzeremo anche per il futuro.

Itinerario a Valencia coi bambini

Il secondo giorno a Valencia inizia la vera avventura #babyfriendly. Si parte per l’Oceanografic con l’autobus 95. Con la tourist card si ha il 15% di sconto, ma prenotando da internet i vari biglietti combinati si saltano le file. L’oceanografico è un’esperienza fantastica per i bambini. Ci si diverte tantissimo a passeggiare nei tunnel all’interno delle vasche d’acqua ed è strabiliante vedere gli squali che ti passano accanto; lo spettacolo dei delfini è carino. Alla fine si trascorrono 4-5 ore in puro relax. All’interno si possono trovare ristoranti e bar.

Il pomeriggio abbiamo fatto una bella passeggiata nel centro storico di Valencia. Molto carino e visitabile a piedi essendo tutto pedonale. Vi consiglio vivamente di fare una capatina alla chiesa de San Nicolas de Bari y San Pedro Martir”. Rimarrete a bocca aperta guardando il soffitto perchè sembra di essere nella cappella Sistina. Anche i bambini di divertono ad ascoltare la spiegazione grazie alle audioguide. Anche la cattedrale è carina ed è il posto adatto per far giocare i bambini ad accendere le candeline.

La fame nel pomeriggio iniziava a farsi sentire e, girando qua e là, ci siamo imbattuti nella “Horchateria Santa Catalina” (una traversa di Piazza de la Reina). E’ diventata la nostra droga. Oltre ai churros con il cioccolato, abbiamo assaggiato i Fartons. Sono delle brioscine lunghe molto morbide, li ha mangiati anche la piccolina di un anno, e si possono assaggiare sia vuote o con il cioccolato o la crema. La peste di 5 anni non voleva più andare via e ogni mattina era diventato il nostro posto dove fare colazione.

Il nostro terzo giorno a Valencia l’abbiamo dedicato alla Città della Scienza. La sconsiglio vivamente. È un posto poco interattivo, dove ci sono solo 2 piani dedicati ai bambini, ma veramente povero di “giochi” scientifici. Dopo essere stati al Kopernicus centre di Varsavia, questo era nulla. Al contrario passeggiando lungo i parchi creati nel letto del fiume Turia, siamo giunti al più bel parco giochi all’aperto mai visto: Gulliver. Il gigante creato da Jonathan Swift è realmente disteso a terra e ogni parte del suo corpo è uno scivolo. Si va da quelli immensi a quelli per i più piccolini. Il corpo è pieno di corde per arrampicarsi per arrivare in cima. A detta della peste è stato uno delle attrazioni più divertenti della vacanza.

La mattina del quarto giorno abbiamo fatto un giro al Mercato Centrale, un posto dove non mangiare è impossibile. C’è di tutto, come di solito nei mercati spagnoli. Lo jamon è un must, va assaggiato per forza. Di fronte al mercato centrale c’è la Loja de la Seta, un palazzo centro del commercio della seta. A noi non è piaciuto, abbiamo visitato le 3 grandi stanze spoglie che non ci hanno trasmesso nessuna emozione. Lì vicino si può fare un giro nella Plaza Redonda, dove noi abbiamo trovato un piccolo negozio e abbiamo comprato a poco prezzo (solo 30€) un vestito da ballerina di Siviglia, corredato da orecchini, collana, scarpe e mantellino per la gioia della piccola peste.

Finita la gita in città ci siamo diretti verso il BioParc. Anche questo come l’oceanografico è stata un’esperienza unica. Mai visto uno zoo così bello,  che ti dà la sensazione di essere a contatto reale con gli animali. Entrambe le bambine erano entusiaste a vedere scimmie e lemuri a due passi, coccodrilli, leoni e gorilla, giraffe e facoceri. Nei punti ristoro ci sono dei forni a microonde utilizzabili autonomamente per scaldare la pappa dei più piccoli e tutti i bar sono forniti per pranzare e quant’altro.

Valencia coi bambini: bilancio

La #primavacanzain4 finisce qui, non è stata rilassante ma piena di emozioni e di tante cose da fare. Valencia è una città a misura di bambino, visitabile in qualunque periodo dell’anno, I mezzi pubblici funzionano benissimo e ci si sposta velocemente da una parte all’altra della città. L’esperienza con 2 bambini è stata positiva e ora pronti a ricercare sul blog di Patatofriendly la prossima meta per la #secondavacanzain4.

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SALENTINI IN VIAGGIO: ITINERARIO PER VISITARE VARSAVIA CON I BAMBINI

Una vacanza a Varsavia coi bambini: perché andarci?

La nostra vacanza quest’estate doveva essere in Montenegro, poi abbiamo dirottato verso una capitale Europea: Varsavia da visitare in famiglia. Motivo: meglio fare un viaggio più impegnativo quest’anno con una bambina di 4 anni che riesce a fare vari chilometri a piedi e rilassarsi in spiaggia il prossimo anno. visto che molto probabilmente diventeremo quattro! 🙂

Consigli pratici per visitare Varsavia coi bambini

Volo per Varsavia

Il volo per la Polonia Bari-Varsavia diretto con Wizz dura poco meno di 2 ore. Arrivati a Varsavia la prima cosa che abbiamo fatto è stata prelevare dato chela loro moneta non è l’euro ma lo zloty (cambio 1€=4.4zt). La prima impressione è quella di trovarsi in una città molto inglese e poco facente parte della cosiddetta cortina di ferro. Una città che abbiamo nominato “Fantasma” non perché non esista ma perché è totalmente ricostruita. Infatti, durante la Seconda Guerra Mondiale Varsavia è stata quasi rasa interamente al suolo e tutti i palazzi e i monumenti hanno meno di 40 anni di vita.

Hotel a Varsavia coi bambini

Abbiamo prenotato un hotel nel centro città, vicino la stazione centrale. Bisogna stare attenti che a Varsavia il centro città non è la stessa cosa del centro storico (Stare Miasto, la Città Vecchia) che si trova 3.5km con cui si può arrivare o a piedi con una bella camminata sulla via principale oppure con il bus. L’hotel (Hampton by Hilton City Centre) è stato davvero spettacolare, pulito con una colazione perfetta per tutti i gusti (seguite il link per informazioni).

Spostarsi a Varsavia coi bambini

Il costo della vita a Varsavia è davvero basso, tutto costa meno dell’Italia; una pinta di birra 1.5€, il bus 0.60€ e si può pagare a bordo con carta di credito. Il taxi dall’aeroporto all’hotel ci è costato 40zt (meno di 10€) e ci ha impiegato 20 minuti circa. Un consiglio se volete visitare Varsavia coi bambini: prima di armarvi di passeggino e partire con il tour della città tenete presente che nelle vie grandi per attraversare da una parte all’altra la strada bisogna utilizzare i sottopassi; anche se molti hanno una guida sono comunque scomodi per chi ha il passeggino.

Un itinerario a Varsavia di quattro giorni coi bambini

Primo giorno a Varsavia in famiglia: zaino in spalla e si va ad esplorare la Città Vecchia, attraversando la via principale Nowy Swiat. Una via molto carina piena di negozi che conduce nella piazza del Palazzo Reale. Carino ben tenuto, in molte stanze i bambini pensano che prima o poi uscirà Cenerentola e il principe. Da visitare sicuramente a Varsavia coi bimbi. Tenete conto che è stato totalmente ricostruito dai sovietici dopo essere stato raso al suolo durante la guerra.

Subito dopo ci siamo messi a esplorare le vie della Città Vecchia, fatte da tanti piccoli negozietti che sfociano poi nella Piazza del Mercato in cui si trova la Fontana della Sirena attrazione da non perdere per i bambini. Accanto alla fontana ci sono delle fontane da azionare con una pesantissima leva e anche qui i bambini si divertono tantissimo.

A pranzo abbiamo scelto una catena polacca Zapiecek dove abbiamo mangiato i famosi e molto buoni Pierogi, una specie di ravioli che si possono riempire a scelta accompagnati con uno stinco di maiale con crauti. La piccola peste è stata contentissima di rifocillarsi prima della prima tappa a lei dedicata: i Saxson Gardens. Un giardino molto bello nel cuore della città dove c’è il monumento del milite ignoto e una fontana bellissima. In più non poteva non esserci l’immancabile parco giochi sulla sabbia con giostre nuove e ben tenute e un po’ diverse dalle nostre. Questa tappa segnatevela perché è davvero da non perdere se visitate Varsavia insieme ai bambini.

La mattinata del secondo giorno l’abbiamo dedicata alla scoperta del più grande parco di Varsavia con parco giochi annesso: il Lazienki Park. Questo parco è un’altra delle cose da vedere a Varsavia coi bambini: Il parco è la casa del monumento al grande Chopin considerato un eroe nazionale. E’ davvero grande, pieno di distese verdi dove i bambini possono giocare con le paperelle e gli scoiattoli rossi. Da vedere la casa sull’acqua attraversata da un laghetto. Anche qui non manca di certo un parco giochi situato all’entrata sud del parco, grande, sempre sabbia come terreno quindi consiglio di portarvi dei calzini di ricambio.

Nel pomeriggio la famiglia si è divisa. Mamma nel centro commerciale Arkadia, papà e peste nel Copernicus Science Centre. Non sto qui a raccontarvi il centro commerciale ma solo l’euforia, la gioia, il puro divertiment

o di trascorrere quattro ore a giocare con la Scienza al Copernicus Centre. La piccola peste non si è mai fermata, tanti esperimenti di Fisica, chimica da ammirare e da provare sulla propria pelle e da fare con le proprie mani. Un must da vedere a Varsavia coi bambini ed esplorare assolutamente, un posto dove la Scienza si fa Bambina. Dopo essere stati 4 ore a giocare con tutto ciò con cui si poteva giocare, nel centro abbiamo trovato anche una playgroud riservata a bambini da 0 a 5 anni dove si poteva fare sempre giochi scientifici e dove anche i neonati possono divertirsi. Non dico altro, solo andateci! Unica pecca che pochi parlano inglese (questo però è diffuso in tutta Varsavia e anche le didascalie spesso sono solo in polacco).

Il terzo giorno a Varsavia non poteva mancare una visita al Wilanow Park, una residenza del 1600 rimasta intatta anche dopo la guerra. Carino il palazzo da visitare con tanti vestiti dell’epoca, ma ancora più bello il parco che dà l’idea della regia di Versailles. Usciti dal palazzo e diretti verso l’autobus ci siamo accorti dell’ennesimo parco giochi all’aperto, questa volta però il più bello di tutti. Davvero grande, giostre pulitissime e castello da scalare per poi scendere da uno scivolo a tubo. Oltre alla playground per i più piccoli, c’era anche un dog park e una palestra all’aperto. Mai visto in nessun’altra nazione.

A pranzo ci siamo diretti nel miglior ristorante di Varsavia secondo TripAdvisor, il Restauracja Polska Rozana. Location mozzafiato, si è accolti da una composizione floreale che fa da intro al buffet di torte. Sale eleganti, servizio ottimo pronti anche a soddisfare le esigenze dei più piccoli. Abbiamo mangiato 3 primi (Pierogi che non potevano mancare), due secondi (salmone e anatra…divina) e due dolci (un cheesecake polacco e una torta con panna e crema deliziosa). Il tutto alla modica cifra di 60€ circa. Da provare assolutamente!!! Per i più piccoli c’è anche un giardino dove poter giocare oltre che mangiare.

Nel pomeriggio, mentre la peste dormiva, abbiamo visitato il Museo di Chopin, una vera delusione. Molte installazioni multimediali non funzionavano e poi tutto in polacco. Non so cosa ma mi aspettavo qualcosa di diverso.

La sera abbiamo assistito ad una delle attrazioni più belle di Varsavia anche per i bambini: la Fontana Multimediale. Uno spettacolo indescrivibile, una fontana di centrale attorniata da un serpentone di fontanelle più piccole che fanno da contorno ad uno spettacolo di luci, musica e acqua. C’erano sul prato della collinetta circa 2000 persone a gustarsi lo show con i tutti i bambini a bocca aperta!!! Andate se potete il Sabato sera lo start è alle 21.30 e dura circa mezz’ora.

L’ultimo giorno a Varsavia, dopo l’ennesima colazione abbondante, abbiamo visitato il Palazzo della Scienza e Cultura, l’edificio più alto di Varsavia con la sua torre dell’orologio che spicca nel cielo. Molte aree sono private e noi abbiamo potuto visitare una Mostra del Titanic, con reperti reali, abbastanza interessante e poi siamo saliti sulla torre dopo 30 piani con l’ascensore per goderci una vista mozzafiato di tutta la città. Prese le valigie ci siamo diretti in aeroporto dove abbiamo salutato Varsavia per ritornare nel mare del Salento dopo un’altra bella vacanza #babyfriendly.

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SALENTINI IN VIAGGIO: UNA VACANZA A FUERTEVENTURA COI BAMBINI IN INVERNO

Andare a Fuerteventura coi bambini in inverno

Questa volta vi racconto la nostra ultima vacanza al caldo in inverno, ovviamente insieme alla nostra bimba. Dopo l’esperienza dello scorso anno di trascorrere il Capodanno nel caldo mare di Sharm, infatti, abbiamo deciso di ripeterci, cambiando però sponda africana e ammarando nell’Oceano Atlantico in quel paradiso chiamato Canarie. Per l’esattezza la scelta è ricaduta su Fuerteventura per trascorrere un Natale al caldo insieme ala nostra bimba.

Una vacanza a Fuerteventura: informazioni pratiche

La partenza per la nostra vacanza a Fuerteventura era prevista con un volo da Roma Fiumicino alle 6.00 di mattina del 21 Dicembre 2015 con Meridiana. Per questo abbiamo pernottato in un bellissimo B&B a Fiumicino (B&B Natalie’s House) dove la proprietaria ha una particolare attenzione per i bambini (ci ha fatto trovare la colazione al sacco per ognuno di noi alle 4 della mattina!). Il volo per Fuerteventura è durato meno di 4 ore.

Una vacanza a Fuerteventura coi bambini: il nostro hotel

Una volta atterrati ci aspettava un’altra ora di bus per raggiungere il nostro villaggio il Veraclub Tyndaia, situato a sud dell’isola di Fuerteventura. Il villaggio è incantevole, le camere sono grandi, spaziose e pulite. Noi siamo stati particolarmente fortunati essendoci capitata una camera (la n. 151) a bordo piscina, quindi vicina a tutte le attività.

Nel villaggio siamo stati accolti subito dai ragazzi dell’animazione italiana che ci hanno reso la nostra vacanza in famiglia a Fuerteventura spensierata, soprattutto grazie ai loro spettacoli serali, mentre la mattina lasciavano un poco a desiderare visto anche la disposizione dispersiva dei campi da gioco.

La nota spumeggiante di questo villaggio turistico a Fuerteventura è l’animazione del super mini club, per bambini dai 3 anni in su. Riuscivano a coinvolgere davvero tutti i bambini, noi praticamente grazie a loro la nostra vacanza in famiglia a Fuerteventura si è trasformata in una seconda lune di miele dato che la nostra piccola peste si svegliava con il pensiero di dover andare al miniclub e andava a dormire pensando al domani e ai nuovi giochi da fare. Le brave animatrici per i più piccoli erano disponibili durante tutta la giornata, organizzavano giochi, bagni in piscina, al mare. Era aperto dalle 9.30 alle 18.00 e dalle 19.30 alle 21.30. Volendo i bambini potevano mangiare tutti insieme alle 12.30 e alle 19.30 e poi, ogni sera, tutti a scatenarsi con la baby dance. Una sera sono riusciti anche a preparare il musical di Frozen facendo recitare a tutti i bambini una parte! 🙂

Questo villaggio di Fuerteventura ha l’accesso diretto al mare dove i lettini e gli ombrelloni sono a pagamento. La spiaggia cambia nell’arco della giornata: la mattina stretta, il pomeriggio immensa dato il visibilissimo alternarsi delle maree. Se siete impressionabili ricordate che a Fuerteventura il nudismo è praticato ovunque, cosi come il kyte-surf! 😉

Il giorno di Natale al villaggio è anche arrivato Babbo Natale in quad distribuendo a tutti i bambini un regalino. La sera invece cenone per tutti a base di frutti di mare crudi.

Andare a Fuerteventura coi bambini in inverno: il clima

Le giornate a dicembre a Fuerteventura erano davvero ventose, ma al sole si stava più che bene con una temperatura di 24° circa. L’oceano era freddissimo, ma dopo un minuto il corpo ne beneficiava. Le piscine erano temperate e le due per i piccoli (altezza 35cm) erano riscaldate ideali per far fare il bagno a bambini a Fuerteventura.

Un viaggio a Fuerteventura coi bimbi: il cibo

Il cibo invece è stata la nostra dolente della nostra vacanza a Fuerteventura: nulla di particolare, c’era un angolo-italiano, anche se noi preferiamo mangiare locale ogni volta che andiamo fuori e proprio il cibo locale non ci ha soddisfatto. All’esterno del villaggio c’è davvero poco da vedere, siamo stati quasi sempre stesi al sole a rilassarci e bere qualche cocktail in più tra una partita di pallavolo e una di tennis.

La nostra vacanza a Fuerteventura: il rientro

Dopo una settimana di puro relax la nostra vacanza a Fuerteventura si è purtroppo conclusa. Il rientro per Roma era previsto alle 10.00 ora locale (pur essendo Spagna vi è un’ora di fuso orario, quindi si segue l’ora inglese). La partenza dall’hotel era prevista alle 7.00 con possibilità di fare colazione già dalle 6.

Per concludere il nostro bel viaggio a Fuerteventura però abbiamo fatto la felice scoperta che in aeroporto c’è un’area baby con giostrine che ci ha permesso di divertirci aspettando il nostro aereo che ci strappava sì quel tepore africano ma nello stesso tempo ci infondeva la consapevolezza che non ha prezzo trascorrere un Natale al caldo! 🙂

ps: Una nota per le mamme che amano Desigual: In Spagna tutti i capi costano circa il 20% in meno e a Fuerteventura cosi come in ogni isola delle Canarie tutto costa meno essendo l’IVA solo al 7%.

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SALENTINI IN VIAGGIO: UNA VACANZA IN CROCIERA CON UN BAMBINO IN GRECIA

La nostra crociera coi bambini in Grecia: perché sceglierla

La nostra prima vacanza in crociera coi bambini fatta per Capodanno ve l’avevamo già raccontata. Quest’anno, dopo l’esperienza di una crociera invernale di due anni fa, abbiamo pensato di farne una estiva per capire se fosse più rilassante visto che la peste ora ha tre anni.

Vi dico subito che la nostra prima impressione, e anche quella a fine crociera, è stata quella di preferire sempre un villaggio ad una nave da crociera con un bambino piccolo, soprattutto per il relax di noi adulti. Per noi infatti è importante sottolineare che anche i bambini in crociera si divertono molto, però la nave è più dispersiva perché ci sono tanti posti dove poter sostare e quindi non vi è un unico punto di ritrovo come in un villaggio.0815

Detto ciò, vi racconto il nostro lungo viaggio con l’#estateaddosso, fatto partendo in macchina da Lecce per arrivare nella splendida Venezia, da dove ci siamo imbarcati per la nostra crociera con una bambina di tre anni. Questa volta abbiamo scelto una crociera in famiglia in Grecia, tra le piccole isole dal mare cristallino.

In crociera con un bambino: le tappe

Crociera in famiglia: tappa a Rimini

La nostra prima tappa, diretti verso Venezia porto d’imbarco per la nostra crociera, è stata Rimini, dove abbiamo soggiornato per due giorni. La località romagnola è un parco divertimento per i bambini, giostrine dappertutto sia nei vari lidi sulla sabbia che nei parchi in centro. Siamo stati una giornata intera all’Aquafan di Riccione dove la peste non si è fermata un attimo tra scivoli e piscine.

La nostra crociera con un bambino: la partenza e Corfù

Dopo la lunga sosta a Rimini siamo ripartiti per Venezia, dove ci siamo imbarcati sulla Norwegian Jade per la nostra crociera estiva. Purtroppo era la stessa nave della scorsa crociera e noi avremmo voluto visitarne un’altra ma l’accoglienza è stata perfetta da subito, sul ponte delle piscine con tanto di scivolo annesso. La Norwegian secondo noi è la più consigliata per chi ha dei bambini perché adotta il Free Style, ossia uno mangia quando vuole senza dover rispettare i soliti due turni. Dopo un giorno di navigazione passato tra piscina e teatro, la nostra prima tappa prevedeva una sosta a Corfù. L’avevamo già visitata in passato e secondo noi non riserva nulla di bello per i bambini e forse nemmeno per gli adulti.

La nostra crociera con un bambino: Santorini

Il nostro secondo giorno di crociera è stato dedicato a Santorini. L’isola è una piccola perla nel Mar Egeo, una isoletta fatta di sali scendi continui e difficilissima da visitare con il passeggino, anche perché la peste si era addormentata e abbiamo dovuto portarlo. Per raggiungere la città ci sono due modi: la funivia o gli asini. L’andata l’abbiamo fatta in funivia, una giostra per la peste; la discesa con gli asini. Bellissima esperienza dove la piccola rassicurava la mamma che aveva paura. Ci siamo divertiti un sacco.

Una delle cose belle da fare la sera sulla nave da crociera coi bambini è vedere gli spettacoli a teatro, soprattutto quello degli acrobati anche se poi i bambini spesso vogliono ripetere tutti gli esercizi… 😉

La nostra crociera con un bambino: Mykonos

Il terzo giorno della nostra crociera in famiglia l’abbiamo dedicato a Mykonos. Appena scesi dalla nave ci siamo ritrovati in una vecchissima stazione di bus (sempre se cosi si possa chiamare un cartello stracciato) dove non vi era nessuno per chiedere informazioni. Il primo autobus era previsto per le 10.30, lo abbiamo preso alla modica cifra di 1.80€ per andare a Paradise Beach. Questa spiaggia è fatta da pietroline piccolissime e mare limpido e pulito.

Siamo stati un paio d’ore in completo relax e poi via a fare un giro nel centro città. La cittadina è davvero bella, piena di pub, attività, bar siti nei vicoletti dove è piacevole camminare. I bambini sono affascinati dai vari colori presenti, soprattutto il blu, e scorazzano nelle vie senza pericoli. Alla fine della lunga passeggiata ci siamo ritrovati di fronte una piacevolissima sopresa…i Mulini (di Dora, secondo Anita), situati nel quartiere Little Venice. Abbiamo subito controllato se qualcuno si potesse visitare e fortunatamente uno era aperto. Un gentilissimo signore con un piccola offerta ci ha fatto salire e abbiamo visto proprio come funziona un vero mulino. La peste era contentissima.

A fine giornata ci siamo imbarcati di nuovo sulla nostra nave da crociera per salpare verso Venezia, che abbiamo raggiunto dopo due giorni di navigazione, passati quasi tutti in piscina a giocare con tanti bambini o immergendoci nelle varie jacuzzi.

In questo caso la nostra crociera in famiglia ci ha regalato uno spettacolo bellissimo, quello del penultimo giorno dove tutti i vari artisti si sono esibiti in un emozionante finale e saluto da parte di tutto lo staff.

La nostra crociera con un bambino: Venezia e Rimini

A Venezia si è conclusa la nostra crociera in famiglia ma una volta sbarcati ne abbiamo approfittato per fare il giro di questa splendida città. I leoni su cui salire in piazza san Marco, i piccioni da inseguire e le gondole da ammirare hanno reso magico il pomeriggio anche per la piccola.

Così, finita la nostra crociera con una bambina ormai di tre anni, siamo ritornati in auto facendo tappa nuovamente a Rimini per tre giorni. Nel primo abbiamo visitato l’Italia in Miniatura, un parco ormai datato dove la maggior parte delle attrazioni sono vecchie. Bello il giro in “gondola” a Venezia, ma soprattutto la ricostruzione della favola di Pinocchio da percorrere con una macchinina. Per il resto l’unica cosa da evidenziare una playground ad accesso libero. Il secondo e terzo giorno siamo tornati all’Acquafan perché ogni biglietto è valido per due giorni e ci siamo divertiti nuovamente su scivoli e piscine.

Anche i lunghi viaggi, come al solito, hanno una fine e così, stanchi ma divertiti dopo la nostra crociera in famiglia in Grecia e le nostre tappe, ci siamo incamminati sull’A14 per tornare verso casa…dove però ci aspettava lo splendido mare salentino che ha continuato a farci sentire l’ #estateaddosso! 🙂

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SALENTINI IN VIAGGIO: IN CROCIERA CON UN BAMBINO DI NEANCHE TRE ANNI: SI PUÒ!

Quest’anno pensavamo di andare in Germania per far visita ai vari mercatini di Natale ma visto il freddo gelido in quei posti, per la piccola peste abbiamo optato per una crociera in famiglia. Questo perché, grazie ai vari passatempi sulla nave, se il tempo non permette di scendere si rimane a bordo e ci si diverte lo stesso.

Noi abbiamo prenotato una crociera nel mediterraneo con la Norwegian, una compagnia americana, per visitare posti come Montecarlo, Barcellona, Valencia, Cagliari, Tunisi, Palermo e Napoli. Il tutto ad un prezzo davvero inferiore se paragonato a quello di Costa e MSC.

La nave di Norwegian è bella, non splendente rispetto alle altre compagnie (a qualcosa bisogna pur rinunciare) ma si mangia sempre (a differenza delle altre). In questo post cercherò di raccontarvi tutto, dicendovi come ci siamo trovati noi.

In crociera coi bambini: perché?

La crociera per i bambini dai 3 anni in su è l’ideale perché  c’è una sala dedicata tutta per  loro, dove i genitori non hanno accesso.

Durante la navigazione i bambini sono seguiti dagli animatori che li fanno giocare in svariati modi: dal colorare a rotolarsi nei gonfiabili, dal cantare a fare giochi di società. Per i più piccolini, dai 3 anni in giù, c’è una stanza con i materassi paracolpi per terra e tanti piccoli giochi. Il bambino deve essere accompagnato da un genitore e ogni giorno (dalle 18 alle 19) un’animatrice fa attività ludica come colorare con colori naturali ingeribili che non sono pericolosi, cantare storielle e filastrocche tutto rigorosamente in inglese.

In crociera con un bimbo piccolo: come si fa con la pappa?

Per il cibo, i più piccoli non hanno problemi: sulla nave ti cucinano la pastina che porti tu e puoi richiedere un passato di verdure fatto da loro. Sono comunque molto gentili e sempre a disposizione.

Le tappe della nostra crociera in famiglia con la Norwegian

Ecco le tappe della nostra crociera in famiglia con qualche spunto anche per cosa vedere e dove mangiare con i bambini.

In crociera con un bambino con la Norwegian: tappa a Pisa

La prima tappa della nostra crociera è stata Pisa. L’attracco a Livorno, infatti, è strategico per andare a Pisa che in treno dista appena un quarto d’ora mentre non consiglio Firenze perché troppo lontana (1 ora e mezza).

Pisa è piccolina e girabile a piedi e dalla stazione si arriva facilmente a piedi alla famosa Torre. Strada facendo si incontrano delle botteghe in cui gustare la buonissima “Cecina”. Penso che i bambini la amino, mia figlia ne ha mangiata 1 intera. NelLargo dei Bagni di Nerone si trovano due negozi (un panificio e una pizzeria) che la sfornano di continuo.

In crociera con un bimbo sulla Norwegian: tappa a Montecarlo

La seconda tappa della nostra crociera in famiglia è stata Montecarlo. La città non ci è sembrata prettamente baby-friendly. In un bar della Galleria Métropole, di fronte ai giardini del Casinò, mentre facevamo mangiare la piccola peste ci hanno caldamente invitati ad andare via.

Non contenti delle situazioni abbiamo quindi deciso di fare ritorno al porto ma mentre prendevamo la via della nave, sul lungomare (Route de la Piscine) ci siamo imbattuti in un mercatino gastronomico succulento e subito dopo un percorso da favola per i più piccoli con tante casette colorate e personaggi delle fiabe.

In crociera coi bimbi con Norwegian: tappa a Barcellona

L’attracco a Barcellona ci ha permesso di visitare per la terza volta la capitale catalana, ma la prima in tre.

Dopo un’obbligata passeggiata sulla Rambla e la visita al HardRock Café, abbiamo deciso di andare al Castello di Montoujic. Dalla Rambla in metro fino a Parallel e poi senza uscire fuori e con lo stesso biglietto siamo saliti con la funicolare fino a Montijuc. Poi con 10€ a testa si sale con la teleferica  fino al castello.

In cima ci sono due bar molto forniti. Quello situato all’interno ha il microonde essenziale per riscaldare pappe e pappine. Dal Castello la veduta su tutta Barcellona è spettacolare.

In crociera coi bambini con Norwegian: tappa a Valencia

Purtroppo per Valencia non posso dare un contributo perché io e mia figlia avevamo la febbre e quindi siamo restati a bordo. Ne abbiamo però approfittato per per goderci appieno la nave. Infatti, ci siamo divertiti lo stesso, gustandoci tutti gli spettacoli dell’animazione, i giochi per i più piccoli, il teatro con illusionisti, cantanti, ballerini e l’imperdibile Countdown. E abbiamo scoperto che quando si va in crociera coi bambini anche gli attracchi sono momenti divertenti!

In crociera coi bimbi con la Norwegian: Cagliari

Cagliari è quasi off-limits per i passeggini. È carina ma sembra di stare sulle montagne russe visto le svariate salite e discese da percorrere per raggiungere il centro e naturalmente essendo in Italia gli ascensori pubblici non funzionavano.

Abbiamo fatto un bell’aperitivo al Caffè Letterario, dove la cameriera è stata molto gentile nello scaldarci la pappa e assisterci per ogni richiesta.

In crociera con un bimbo sulla Norwegian: tappa a Tunisi

La città che aspettavo di più è stata Tunisi. Qui essendo con la bambina abbiamo preso direttamente un’escursione proposta sulla nave da crociera con la guida. Abbiamo fatto un bel giro visitando dapprima Medina con i suoi mercatini, la sua confusione e i suoi magnifici colori. Poi, siamo andati alle rovine di Cartagine e infine ai Bagni di Antonino una vera meraviglia.

Non ci siamo fermati, purtroppo, da nessuna parte per gustare qualcosa di locale. Tunisi è bella ma anche molto sporca. La guida ci ha detto che prima della rivoluzione di due anni fa lo era ancora di più.

Una crociera in famiglia sulle navi Norwegian: Palermo

Infine, l’ultima tappa della nostra crociera in famiglia è stata Palermo. La città si gira benissimo a piedi e scesi dalla nave si è subito a 300mt dal Teatro Politeama. Continuando per via Ruggero Settimo siamo arrivati al Teatro Massimo dietro il quale c’era il Mercatino Capo, bello e caratteristico.

Siamo, poi, arrivati alla Cattedrale e abbiamo visto l’arrivo dei Re Magi essendo il 6 Gennaio.

La fame, però, ha avuto il sopravvento su tutti e tre e ci siamo diretti alla famosissima Antica Focacceria San Francesco, dove non potevamo non mangiare il panino con milza e ricotta, con le panelle, i cazzilli (crocchè di patate con il latte).

Anche la peste ha gustato tutto oltre alla sua pappa che ci hanno gentilmente riscaldato. Prima di tornare sulla nave siamo andati al Disney Store per far divertire la bambina e sfruttare i saldi di stagione.

In crociera insieme ai bambini sulla Norwegian: tappa a Napoli

Napoli siamo sbarcati per far ritorno a casa, sicuri di aver fatto la scelta giusta anche per la piccola peste che non voleva tornare a casa ma restare sulla nave a giocare con tutti i camerieri e andare su e giù con gli ascensori.

Nulla paragonato al tormentone della crociera: Washy Washy – Happy Happy, ossia i fantastici due personaggi che all’entrata del self service ti spruzzavano sulle mani l’amuchina  per igenizzarti le mani. La peste non gli ha mai lasciati in pace e nell’ultimo spettacolo a teatro hanno ricevuto la loro meritata standing ovation

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SALENTINI IN VIAGGIO: EDIMBURGO CON I BAMBINI – UNA CAPITALE MEDIEVALE PIENA DI STORIA

Cosa vedere a Edimburgo coi bambini

A mio parere Edimburgo è una città prima o poi da visitare anche coi bambini. Era da sempre nei nostri piani, così abbiamo sfruttato l’occasione per andarci quando siamo rimasti per un mese a Lancaster.

Se dovessi definire con una parola questa splendida cittadina direi “colore“. Ogni strada di Edimburgo è infatti caratterizzata da tanti colori a volte anche “non abbinati”. Palazzi nuovi che si mescolano con quelli vecchi le cui facciate sono “dipinte” con colori che vanno dallo sfavillante al pastello.

Edimburgo è un capitale con appena 500mila, abitanti dominata dal suo castello medievale ricco di storia e noi ci siamo stati l’ultima settimana di agosto, con la fortuna di arrivare proprio l’ultimo giorno del Fringe Festival. Appena scesi dal treno abbiamo subito sperimentato la “fatica” (dato il passeggino) per visitare la città fatta di tante salite e discese, che sono però comunque accessibilissime.

Arrivati sul Royal Mile siamo stati abbagliati dai tanti artisti di strada, dai tanti spettacoli da guardare e dai musicisti da ascoltare. La nostra piccola peste non voleva staccare gli occhi da nessuno di questi e abbiamo trascorso quasi due ore ad apprezzare i vari artisti.

Subito dopo ci siamo diretti alla Camera Oscura, un’attrazione vicino al castello di Edimburgo da non perdere assolutamente con i bambini. E’ stato divertente sia per la piccola che per noi adulti: giochi di specchi, giochi di luce e illusioni ottiche che ci hanno permesso di trascorrere un’ora in completo relax e divertimento.

Durante il riposino pomeridiano della piccola, abbiamo visitato la cattedrale di St.Gilles, niente di particolare, più bella dall’esterno che dall’interno. Subito dopo ci siamo diretti verso la Scottish National Gallery, che non ha niente a che vedere con quella londinese ma è da vedere sicuramente per le opere di Tiziano. Durante il tragitto la vista è bellissima perchè dal Royal Mile si scende verso la New Town ammirando lo Scott Monument imponente a ridosso dei Pricess Garden. Questa parte di città è piena di negozi e le stradine interne sono per lo più pedonali. Consiglio Rose Street per chi vuole fermarsi a degustare qualcosa.

La sera abbiamo deciso di andare a mangiare in qualche pub ma ci siamo imbattuti nell’amara realtà della cultura scozzese: nessun bambino è ammesso nei pub dopo le ore 21. A quel punto abbiamo rimediato in un ristorante di fronte all’hotel, il “Noodle”, dove si mangiavano i noodle cinesi…non male.

La mattina seguente dopo un’eccezionale colazione scozzese nel nostro hotel “Edinburgh Centre South Bridge”  (che includeva anche il famoso haggis, piatto tipico scozzese che va mangiato senza sapere cosa è) ci siamo diretti al Castello che sovrasta Edimburgo dall’alto.

Sono sincero, non mi è piaciuto: un castello medioevale situato su una collina e adibito soprattutto alla difesa. Gli interni sono tutti in legno. Bella la sala dove sono esposte la corona e i gioielli reali. Da non perdere la statua di William Wallace, lo dico perché io me la sono persa!!! Tutto però troppo costoso: 16£ a testa!

Il pomeriggio siamo andati al Museo Nazionale Scozzese: cinque piani di esposizione non entusiasmante se non per avere in ogni stanza dei giochi interattivi adatti a tutti che ti fanno meglio comprendere le varie esposizioni. Ad essere sincero è molto più orientato ai bambini infatti la piccola peste non voleva andare più via.

Da lì, ci siamo diretti verso il grandissimo parco The Meadows passando per Victoria Street, una via stupenda piena di colori che termina in Grassmarket, una zona piena di pub e ristoranti. Il parco è davvero grande immerso nel cuore della città, accanto all’università: immense distese di verde e anche un piccolo parco giochi per i più piccoli.

Il giorno seguente, l’ultimo ad Edimburgo con la nostra bimba, abbiamo fatto tappa prima allo Scottish Parliament, una costruzione nuova e direi innovativa rispetto alla storia della città situata ai piedi del Palace of Holyroodhouse, la residenza reale della Regina.

In nessuno dei due siamo entrati perché volevamo dirigerci immediatamente a Canton Hill, una collina che sovrasta la città dalla parte opposta del Castello con una vista mozzafiato. Tutti ce ne avevano parlato ma essere lì nel verde a godersi i monumenti e ammirare tutta Edimburgo dall’alto è una sensazione unica. La piccola peste si è divertita tantissimo a scorrazzare per tutto il tempo.

Dopo un’oretta buona siamo scesi verso Princess Street (strada piena di negozi moderni e negozi turistici) diretti alla statua di Sherlock Holmes omaggio a Conan Artur Doyle, essendo lui uno scozzese. Ci siamo poi fermati al ristorante Rosehip in Rose street per assaporare il famoso salmone scozzese ma siamo rimasti delusi, il sapore era come quello italiano quindi non eccelso. Mentre buono il fish & chips e anche l’haggis.

Infine, dritti in hotel a prendere le valigie, salutare la città e salpare verso Lancaster in treno. Non c’è niente da dire, visitare Edimburgo coi bambini si è rivelata una bellissima idea!:) A questi link trovate le altre tappe del nostro viaggio in famigliaLancaster e York.

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SALENTINI IN VIAGGIO: IL RACCONTO DI UN VIAGGIO A YORK CON I BAMBINI

Cosa vedere a York coi bambini

Come vi abbiamo raccontato in questo post lo scorso mese di agosto l’abbiamo trascorso nel Regno Unito facendo base a Lancaster.

Da Lancaster siamo partiti per tre giorni a York, che si raggiunge in tre ore di treno. Vi avvisiamo subito che spostarsi longitudinalmente nel Regno Unito non è semplice: i treni infatti non sono così frequenti e sono formati da poche carrozze.

Arrivati a York abbiamo raggiunto a piedi il nostro albergo – l’Hotel 53, un ottimo hotel che vi consigliamo! – che distava circa venti minuti dalla stazione.

Già dai primi passi ci siamo resi conto che York è davvero bella e lasciate le valigie siamo subito scesi in strada per il primo tour anche se a dire il vero nella prima metà giornata avevamo già girato tutta la città.

Il centro di York è caratteristico, sembra di essere nel Medioevo dove però ci sono tanti negozi moderni. Gli Shambles non ci hanno colpiti più di tanto perché troppo turistici. La zona del centro è quasi tutta pedonale, quindi i bambini possono scorazzare come meglio credono e per loro ci sono anche tante attrazioni sparse per le diverse piazze.

Tra i vari negozi ci sono quelli della Disney, di Peter Rabbit e di Teddy Bear, luoghi dove i bambini si divertono sicuramente.

La sera abbiamo mangiato Pudding e Roastbeef al “The Hole in the Wall“, un pub situato quasi di fronte al Minster. Piatto ottimo da non perdere, il pudding è davvero una grande invenzione!

Il secondo giorno, dopo un’abbondante colazione inglese, ci siamo diretti allo Jorvik, un parco archeologico dove è stata ricostruita la vita al tempo dei Vichinghi. Ciò che ha colpito me ma non mia moglie è stata la ricostruzione degli odori del tempo; infatti, durante il tour a seconda della zona in cui si passava si sentivano differenti profumi a volte anche nauseabondi. E’ un’ottima esperienza per bambini dai 5 anni in su ma la nostra piccola peste non ha capito nulla! 😉

Subito dopo ci siamo recati al Minster, la Cattedrale di York, bellissima! Tutta in stile gotico, l’esterno assomiglia molto a Notre Dame. Prima di entrare pensavamo sarebbe stato dura visitarla con la nostra peste di due anni e invece con nostra piacevole sorpresa in una cappella della cattedrale vi erano tanti giochi e tanti libri da leggere per bambini che li tenevano occupati. Così abbiamo potuto visitare a fondo questa bellissima chiesa anche se A TURNO. Inoltre, c’erano delle installazioni su touch screen che facevano sia vedere le tecniche di conservazione delle vetrate e allo stesso modo interagire immaginando di essere l’attore principale della ricostruzione. Anche questo molto educativo per i bambini, ma sempre per quelli dai 5 anni in su.

Dopo il nostro svago culturale toccava alla piccola peste divertirsi un po’ e quindi ci siamo diretti ai piedi della Clifford’s Tower dove vi erano le giostrine e lì finalmente abbiamo trovato lo scivolo identico al castello ventoso di Peppa Pig!

In questo giorno non abbiamo mangiato in un pub in particolare ma abbiamo mangiucchiato qua e là, bevendo rigorosamente Cask Alebirra in botte a temperatura di cantina e non ghiacciata, veramente buona.

Meteorologicamente parlando non possiamo lamentarci: sono stati tre giorni di sole alternati a 2-3 pioggerelline durate cinque minuti!

 

SALENTINI IN VIAGGIO: UNA FAMIGLIA A LANCASTER

Durante il suo dottorato Angela ha trascorso un anno a Lancaster in Inghilterra. Così con la piccola Anita di appena 2 anni abbiamo deciso di spendere le nostre vacanze estive e gironzolare per 2 mesi nell’Inghilterra del nord e la Scozia.

Cosa fare a Lancaster e dintorni con i bambini

Lancaster è una piccola cittadina nel centro-ovest dell’Inghilterra ad un’ora da Manchester e Liverpool e a due ore da Edimburgo e York e la nostra famiglia ha fatto base qui per tutto il mese di Agosto 2014 visto che mia moglie stava finendo il suo dottorato di ricerca alla Lancaster University.

All’inizio temevo che sarebbe stato difficile gestire il tutto con la piccola peste di due anni ma arrivato qui mi sono ricreduto. Qui che si respira la vera Inghilterra, la gente è calorosa, ti ferma anche per dirti che hai un giubbotto bellissimo e chiederti dove l’hai comprato, ma soprattutto la vita non è frenetica come nella caotica Londra. Inoltre, l’attenzione che gli inglesi hanno verso i bambini non l’ho vista in nessuna regione del mondo.

In ogni parco (e qui ce ne sono uno ogni 200mt) si trovano giostre per bambini, a tavola vengono sempre serviti prima i bambini, i bagni sono sempre provvisti di fasciatoio pulitissimo e ci sono tante ludoteche attrezzate con gonfiabili di ogni genere.

Certo il tempo non è bellissimo, anzi per noi è stato nuvoloso quasi tutti i giorni e con una pioggerellina leggera che nemmeno la senti tanto che alla fine ti abitui persino ad andare in giro senza ombrello.

Però è proprio nelle giornate di pioggia o vento forte che le ludoteche al chiuso vengono in aiuto (vi consigliamo Giggles Adventures al Leisure Park) insieme alle varie attività organizzate dalle chiese anglicane

Ad esempio, nella St. Peter Church hanno organizzato una festa estiva – il Summer Day Party – e la chiesa è stata trasformata in una sala piena di giochi e gonfiabili coprendo l’altare con un semplice lenzuolo, cosa mai vista in una chiesa cattolica. Questi party permettono anche di socializzare ed è stato bella l’accoglienza riservata a noi che non eravamo del posto.

Inoltre vi segnalo la Biblioteca comunale accanto al museo di Lancaster dove ogni giorno dalle 10-12 e dalle 14-16 ci sono attività per bambini: canti, letture, disegni con gli acquarelli, imparare a fare il mosaico, ecc per la gioia dei piccoli.

Nelle giornate di sole, oltre a giocare nei vari parchi, abbiamo approfittato per fare un salto a Morecambe, un piccolo paese sul mare dove vi è un parco bellissimo con entrata gratuita: l’Happy Mount Park.

Nell’Happy Mount Park ci sono varie attrazioni e giostre e si paga 1 o 2 £ per attrazione ma si può stare quanto si vuole in molte di esse. Ciò però che ci ha colpito maggiormente sono le “fontane” dove grandi e piccoli giocano con l’acqua anche a 15°. Cosa sono queste fontane? In pratica è un’area di circa 100mq piena di aggeggi da cui fuoriesce l’acqua sia dall’alto che dal basso e dove tutti corrono per bagnarsi e ‘rinfrescarsi’. Noi abbiamo giocato un giorno con il sole, le altre volte avevamo il cappotto a differenza loro che scorazzavano senza problemi in costume!

Dove mangiare a Lancaster coi bimbi

Qui vi lascio qualche consiglio su dove mangiare a Lancaster con i bambini in base alla nostra esperienza:

  • Golden Dragon: Si tratta di un ristorante cinese molto tranquillo, il servizio è eccellente e il personale molto disponibile anche nell’illustrazione dei piatti. Abbiamo preso riso, spaghetti con il pollo (chiedete sempre quelli thin altrimenti vi portano le tagliatelle) e anatra all’arancia: buona ma da dividere perchè da sola può stuffare.
  • The Jacket Potatos Stall: Si tratta di un camioncino nel centro di Lancaster dove fanno la migliore jacket potato mai mangiata. Lì questo piccolo chiosco tutti i giorni tranne il mercoledì da 19 anni, offre diverse scelte. Vi consiglio quella con burro, tonno e mais (tuna and sweetcorn)!
  • The Sultan of Lancaster: Si tratta di un ristorante indiano di alta qualità situato nella location molto bella di una chiesa sconsacrata. Noi abbiamo provato Shahi Korma Lamb (agnello, cocco, noccioline amalgamati in una salsa al curry) e Tikka Masala (pollo con salsa Tandoori).

Cosa vedere vicino a Lancaster: Il Lake District, Windermer e Bowness

Da Lancaster abbiamo preso il treno per giungere in soli 40 minuti in queste due località più turistiche del Lake District. Secondo noi non conviene prendere un’auto perché dal treno o dal bus è possibile ammirare la campagna inglese con svariati greggi di mucche, pecore, capre e cavalli lasciati pascolare liberamente su immense distese verdi.

Sicuramente queste due cittadine non sono consigliate per chi vuole godersi la vera natura dei Laghi, ma con passeggino al seguito non potevamo fare troppe escursioni e quindi abbiamo deciso di fare una passeggiata in queste due cittadine a 500 metri una dall’altra.

Per iniziare ci siamo fermati a Windermere dove abbiamo fatto colazione con una English Breakfast in un locale piccolino ma di un’ospitalità incredibile: il Brambles Tea Rooms.

La signora che ci ha servito è stata dolcissima anche se a dire il vero la colazione non è stata granché ma non era la loro specialità. La peste ha adocchiato subito una libreria piena di libri per bambini e giochi ed è stata catturata per tutto il tempo.

Subito dopo ci siamo diretti verso Bowness, una camminata di più o meno 40 minuti, dritti dritti a visitare il Parco di Peter Rabbit.
Per i bambini è un’esperienza bellissima. Ci si immerge nella favola di Peter Rabbit, personaggio creato dalla penna di Beatrix Potter ambientato proprio in queste terre. In questa specie di mondo incantato sono state ricostruite le scene del racconto e i bambini possono vedere dal vivo i pupazzi preferiti come Mr. Tod, Benjamin Bunny, Jemina Duck… in un gioco di luci bellissimo. Nostra figlia da quel giorno non ha più smesso di leggere (o meglio guardare le figure) dei libri di Peter Rabbit.

Subito dopo ci siamo diretti a fare un piccolo giro con un battello sul lago e infine la pancia voleva la sua parte e abbiamo gustato un fish&chips nella piazza di Bowness.

Purtroppo non abbiamo però avuto il tempo di provare nemmeno una tea room, il tea delle cinque accompagnato da vassoi pieni di dolci caratteristici del posto.

Vacanza a Lancaster: Informazioni sugli aeroporti coi bambini

Siamo stati circa un’ora nell’aeroporto di Manchester, precisamente al Terminal 3 dove partono i voli della Ryanair. Vicino la sala di attesa c’è un’area per bambini costituita da un divano a staffa di cavallo molto largo rivolto verso il muro a cui è appeso un televisore che trasmette 24 su 24 ore la CBeebies, l’analogo di Raiyoyo italiana. Non male per intrattenere i bambini.

Siamo rimasti delusi dall’aeroporto di Bruxelle Charleroi: piccolo e poco fornito oltre che molto costoso. Le toilette per cambiare i bambini sporchissime così come i bagni per gli adulti. Unico sollievo un’area bambini costituita da giostrine a pagamento vicino il gate 15, che ci ha permesso di trascorrere quasi due ore in completo relax.

 

SALENTINI IN VIAGGIO: UN WEEKEND TRA I CASTELLI ROMANI COI BAMBINI

La voglia di scrivere quattro righe sui viaggi con i bambini mi è venuta grazie ad un tweet: “Viaggiare dopo l’arrivo dei figli è possibile?
La mia risposta è: “Certo che si!”
Dopo la nascita della mia Piccola Peste però con mia moglie avevevamo pensato che sarebbe stato difficile continuare a viaggiare così tanto come quando si era in due.
E invece non c’è niente di più bello che condividere una delle esperienze più affascinanti della vita in tre: il viaggio.
Questo racconto è un viaggetto organizzato per testare l’adattabilità agli spostamenti della Piccola Peste e devo dire che il DNA non è un’opinione: ama viaggiare anche lei.
La meta sono i Castelli Romani, con il nostro itinerario e qualche spunto gastronomico.
Primo giorno: Castel Gandolfo
Siam partiti in auto da Bari verso le 8.30 (io, mia moglie e la Peste di appena 1 anno). Per fortuna la piccola si è addormentata quasi subito in macchina, così, abbiamo potuto viaggiare circa due ore e mezza senza nessuna sosta.
Verso Teano ci siam fermati per la pappa per poi arrivare al nostro B&B di Castel Gandolfo verso le 13.
Scesi in paese, ci siamo fermati per un panino con la porchetta in una paninoteca sul corso dove il proprietario ci ha accolto calorosamente.
Il pomeriggio abbiamo fatto un giro ad Albano, un paesotto diciamo commerciale, pieno di negozi a differenza di Castel Gandolfo e abbiamo assaporato i dolci del bar Renzelli a Cecchina dove, grazie all’ospitalità dei proprietari, abbiamo potuto cambiare, far mangiare e sfrenare la Peste.
Dove mangiare e cosa assaggiare
La sera relax nella trattoria di Sor Capanna (C.so della repubblica, 12) di Castel Gandolfo dove abbiamo gustato uno squisito Abbacchio a scottadito e non solo. Perfetto anche per chi ha un passeggino al seguito.
Secondo giorno: Parco Rainbow
 
Tutta la giornata è stata dedicata al divertimento nel Parco Rainbow di Roma Valmontona. 
Siamo arrivati verso le 10 con una coppia di amici e subito è iniziato il divertimento.
Un parco ben fatto con molte attrazioni anche per i piccolini: La Peste è stata due ore in un’attrazione con scivoli in cui scorreva l’acqua all’interno, pungiball rotanti e tante altre giostrine e anche noi grandi ci siamo divertiti un sacco facendo i turni per badare a lei.
Lo consiglio vivamente a chi ha bambini che già camminano.
Dove mangiare e cosa assaggiare
La sera ci siamo riposati mangiando in un’altra trattoria di Castel GandolfoLo Spuntino (via Oratorio, 1).
Locale un po’ stretto per chi ha un passeggino con sé, ma i proprietari si fanno in quattro per trovarti un buon posto.
Da non perdere il vino rosso della casa e gli speciali bucatini alla amatriciana.
Una vacanza con bambini ai Castelli Romani
Terzo giorno: Ariccia
Dopo aver preparato le valigie e lasciato il B&B, ci siamo diretti verso Ariccia, visto che non potevamo non fare un salto nella patria della porchetta romana.
Infatti, volevamo aspettare fino all’ora di pranzo per abbuffarci ma non abbiamo resistito e alle 10.30 il primo panino era andato giù in una bottega nella piazza centrale del paese.
Fatta una passeggiata per smaltirlo un po’, acquistati dei dolci caratteristici sempre in piazza sotto i portici, incartato il secondo panino per il ritorno ci siamo messi in macchina, intrattenuti per tutto il viaggio dai giochi e dalle canzoncine della Peste.
Siamo arrivati a casa verso le 14, stanchi ma contenti e pronti per il secondo viaggio in TRE.